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Sotto altra bandiera. Antifascisti italiani al servizio di Churchill Di Rienzo Eugenio - Neri Pozza, 2023 - I Colibrì
Questa è una storia di passioni, di slanci generosi ma anche di inganni, di doppi giochi, di rivalità intestine, di tradimenti, di deliberati raggiri, che i documenti recentemente desegretati degli Archivi Nazionali di Londra ci mostrano in tutta la loro crudezza. Una storia che alla fine lasciò l'amaro in bocca ai suoi protagonisti, uomini che vissero i tempi di ferro del fascismo e della guerra. Uno di loro, Benedetto Croce, pensò, fino al 25 luglio 1943, che non si potessero volgere le armi contro la patria neppure quando quella patria si era seduta dalla parte sbagliata del tavolo. Un altro, Gaetano Salvemini, reputò che era possibile, anzi doveroso farlo, ma solo a patto di conservare all'Italia che sarebbe uscita dal conflitto, perdente sí ma piú libera e piú giusta, la sua indipendenza e la sua integrità territoriale. Altri ancora, Emilio Lussu, Alberto Tarchiani, Aldo Garosci, Max Salvadori, Leo Valiani, scelsero di militare sotto altra bandiera, senza nessuna remora, e si arruolarono nelle file dello Special Operations Executive, la punta di lancia dell'intelligence britannica, ritenendo che la lotta contro il Moloch del nazifascismo, «guerra santa» per tutelare i diritti dell'umanità tutta intera e non «guerra di Stati e di popoli», aboliva ogni gretto, ristretto, egoistico sentimento di appartenenza nazionale. Una storia che alla fine vide i suoi protagonisti nelle vesti di vincitori ma forse anche di vinti. Perché, dopo l'alba radiosa del 25 aprile 1945, tutti gli attori di questa vicenda dovettero riconoscere, con Croce, magari senza ammetterlo se non nel foro riservato della loro coscienza, che quella guerra, in cui si erano impegnati, sacrificando molto della loro esistenza, non era stata «solo la "guerra per la libertà", ma, come tutte le altre, per il dominio, per il vantaggio economico e politico, per l'egoismo di Imperi e di Nazioni, e che la guerra per la libertà si dovrà combattere, poi, e con mezzi più vari e più adatti che non siano le armi». Questo libro narra le loro vicende, senza emettere giudizi, con un forte sentimento di pietas, nella consapevolezza del travaglio interiore che la scelta di combattere sotto altra insegna comportò per la maggioranza di essi, anche se non per tutti.
Storia d'Italia e identità nazionale. Dalla grande guerra alla Repubblica Di Rienzo Eugenio - Le Lettere, 2006 - Biblioteca Di Nuova Storia Contemporanea
Tra 1920 e 1924 nasceva e si sviluppava il disegno editoriale di una Storia d'Italia in collaborazione, dall'età medievale a quella contemporanea. Il progetto dell'opera ideato da Gioacchino Volpe, avrebbe dovuto associare intellettuali di diverso orientamento e di diversa estrazione culturale. Per l'ultima volta, la comunità degli storici si trovava riunita per la realizzazione di un programma comune. Dopo il delitto Matteotti e poi nella stagione fascista e nella prima Repubblica i tentativi di narrare la storia del nostro paese avrebbero, infatti, portato in sé il segno forte di una divisione, così dirompente da annichilire a volte ogni progetto storiografico che avesse tentato di ricostruire le basi storiche dell'identità nazionale. Su questa materia il libro dà direttamente la parola ai protagonisti di quelle vicende grazie all'analisi delle corrispondenze, in buona parte inedite, di Croce, Volpe, Gentile, Prezzolini, de Ruggiero, Omodeo, Salvemini, Gobetti, Casati, Murri. Accanto i politici, da Bissolati a Orlando, Mussolini, Togliatti, anch'essi alla ricerca di quelle radici nazionali, senza le quali sarebbe impossibile costruire il futuro di una comunità politica.
Sguardi sul Settecento. Le ragioni della politica tra antico regime e rivoluzione Di Rienzo Eugenio - Guida, 2007 - Passaggi E Percorsi
Sguardi sul Settecento. Le ragioni della politica tra antico regime e rivoluzione - Guida