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Solitudine. Il male oscuro delle società occidentali Ferraresi Mattia - Einaudi, 2020 - Einaudi. Stile Libero Extra
Da decenni la sociologia e le scienze umane analizzano il progressivo disgregarsi dei legami e delle relazioni. Non stupisce dunque che la solitudine sia considerata una delle maggiori insidie della nostra epoca. Media e opinione pubblica la descrivono come un morbo da combattere. Governi e istituzioni per la salute pubblica si sono mobilitati. In pochi, però, sottolineano che la situazione contemporanea è il frutto di una precisa evoluzione storica. Mattia Ferraresi indaga le radici di questo fenomeno. E illumina il colossale paradosso che lo ha generato: lo scardinamento delle connessioni profonde con l'altro è, infatti, al cuore del progetto di emancipazione della modernità. Proprio il modello liberale ha posto le basi per una società fatta di soggetti che hanno scelto la solitudine quale via maestra verso l'autocompimento. Nel divincolarsi dalle autorità, dalle gerarchie e dalle costrizioni tradizionali che lo opprimevano, l'uomo moderno si è così ritrovato solo. Il suo ideale di liberazione si è trasformato, oggi, in una prigionia. «Il nostro mondo. Quello dei selfie e delle pubblicità profilate, dei pasti monoporzione e del single come stato sommamente desiderabile. Un mondo dove la solitudine regna. Ma grattando la superficie delle osservazioni quantitative e delle cronache si intuisce che siamo di fronte a qualcosa di più complicato e oscuro di una tendenza sociale: è lo stato esistenziale dell'uomo contemporaneo».
Se anche la terra trema Ferraresi Mattia - Itaca (Castel Bolognese), 2012 - Persone E Imprese
Le scosse di terremoto che hanno ferito l'Emilia portano il senso di una irreparabile ingiustizia. Le immagini dei capannoni afflosciati nella Bassa e dei centri storici violati rimarranno impresse nella memoria collettiva. L'istinto suggerisce di ripartire immediatamente con un colpo di reni della volontà, di rialzarsi aggrappandosi alla fune della solidarietà gettata verso l'Emilia, di rimuovere l'accaduto, per ripristinare la normalità, per obliare la visita di quell'ospite indesiderato venuto a ricordare quanto è fragile l'uomo. Ci si può accontentare della retorica sull'operosità emiliana, sull'audacia di un popolo multiforme che ha saputo trarre meraviglie dalla sua terra fertile, e anche in questa circostanza non deluderà. Oppure nella landa brulicante di uomini indaffarati si possono inquadrare le storie delle persone per cui il terremoto ha coinciso con l'irrompere di domande essenziali: chi sono io? Cos'è l'uomo? C'è qualcosa nella vita che rimane saldo mentre tutto trema? Da queste domande incessanti, spesso chiuse negli armadi dell'esistenza, parte «un'altra vita, un'altra storia», un impeto di vita che muove all'opera, un inizio di socialità nuova. Questo libro contribuisce alla raccolta fondi promossa dalla Compagnia delle Opere a favore delle zone terremotate