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Sul piano del lavoro della CGIL. Antologia di scritti 1949-1950 Loreto F. (Cur.) - Futura Editrice, 2013 - Storia E Memoria
Il Piano del Lavoro della CGIL - proposto nell'ottobre 1949 da Giuseppe Di Vittorio durante il Congresso nazionale di Genova, definito con i lavori della Conferenza di Roma del febbraio 1950 e ulteriormente precisato nel corso del Convegno di Milano del giugno 1950 - rappresentò per alcuni mesi uno dei temi più discussi nell'agenda politica italiana. Come dimostra la presente antologia, che raccoglie una ricca selezione di articoli, editoriali e saggi, sul Piano del Lavoro intervennero uomini di governo e di partito, della maggioranza e dell'opposizione, imprenditori e sindacalisti, studiosi e intellettuali, giornalisti e opinionisti, che si interrogarono sulle cause che lo avevano determinato e sugli effetti che avrebbe prodotto, sui contenuti che lo caratterizzavano e sulle modalità di finanziamento che ne avrebbero permesso la realizzazione. Il saggio storico di Fabrizio Loreto introduce alla lettura dei testi, analizzando le diverse e molteplici posizioni in campo: di sostegno, di chiusura, di disponibilità al confronto. Prefazione di Susanna Camusso.
Stefania Loreto. Abitata da un grido. Catalogo della mostra (Diano Marina, 8-22 marzo 2026). Ediz. illustrata Loreto Stefania Paci Piccolo S. (Cur.) Cordì G. (Cur.) - Vanillaedizioni, 2026
Volume realizzato in occasione della mostra "Stefania Loreto. Abitata da un grido", a cura di Gabriele Cordì, 8 marzo - 22 marzo 2026, Palazzo del Parco - Sala "R. Falchi", Diano Marina (IM). Se il mostro maschile incarna la paura dell'eccesso e della violenza, il mostruoso femminile rivela qualcosa di più profondo: il terrore patriarcale di una donna che non obbedisce, che non è addomesticata, che non è definita dallo sguardo e dal desiderio dell'uomo. A partire da questo immaginario perturbante, le incisioni di Stefania Loreto ritraggono le figure femminili della mitologia classica come soggetti consapevoli e inquietanti. Donne indocili e lucide, rese tali dalla narrazione che le ha consegnate alla storia, incapaci - o non disposte - a piegarsi a un ordine imposto. Una forza eccedente affiora da questa tensione e risuona con il celebre verso di Sylvia Plath, «I am inhabited by a cry»: un corpo abitato da un grido, da un'energia pulsante che non si risolve, ma persiste, scavando dall'interno.