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Libri di Titolo S
Storia della musica. Da Orfeo a Michael Jackson Lunari Luigi - Book Time, 2014 - Musica
Questa storia ha come oggetto essenziale la musica quale è e quale la concepiamo oggi, ritrovando nelle vicende del passato quei "precedenti" che l'hanno generata, e sottolineando di ogni problema la sua perennità nel passato, la sua permanenza nell'attualità, ed eventualmente la sua proiezione nel futuro. La storia della notazione musicale comincerà pertanto prima di Guido d'Arezzo, ma si concluderà con la registrazione su DVD; l'influenza dell'ideologia politica sulla musica parte dall'Atene di Platone, ma arriva all'URSS di Zdanov e all'attuale "dittatura del consumatore"; la storia del pubblico va da Dio come unico destinatario della preghiera cantata fino alle folle che per un concerto rock riempiono gli stadi del nostro tempo... Fino a una audace apertura sulla musica del Terzo millennio, in cui la globalizzazione imperante e dilagante sembra dover portare a un superamento delle arti tradizionali verso una multimedialità in cui musica, immagine e movimento concorrono a un prodotto che già possiamo definire come "video music": forse, per l'appunto, la musica dei nostri nipoti.
Scveik a New York Lunari Luigi - La Vita Felice, 2010 - Contemporanea
Inventato da Jaroslav Hasek durante la Prima guerra mondiale, Scveik è una vera e propria "maschera" moderna. Che cos'è una maschera? Più che un personaggio è un simbolo: è la personificazione di un modo d'essere, con dei tratti e una funzione che lo sciolgono da un tempo e da un luogo precisi per renderlo utilizzabile sempre e dovunque. Così è Scveik: uno stupidotto innocuo e bonario, sempre pronto ad adattarsi al mondo in cui si trova, anche il più negativo e opprimente, ma con un entusiasmo e una coerenza che finiscono con il mettere a nudo le contraddizioni di quel mondo, e portarlo alla rovina. E come uno "sciopera bianco", che applicando alla lettera un regolamento ne dimostra la stupidità e l'insostenibilità. Nel romanzo di Hasek, Scveik applica questa sua distruttiva tecnica di entusiastica obbedienza al vecchio regime austro-ungarico; Brecht lo ha poi utilizzato mettendolo a confronto con la macchina oppressiva del nazismo... Nel suo "Scveik a New York", Lunari lo fa rivivere (profugo dall'Europa comunista) nel mondo capitalistico e consumistico, dove tutto è a portata di mano. Gli acquisti a rate, per esempio: che cosa non si può fare, impegnandosi a pagare dieci dollari al mese fino a tutto il 3500, visto che il libero mercato te lo consente? Poi, naturalmente, qualche nodo viene al pettine: e Scveik finisce, con tutti gli Stati Uniti, nelle paludi del Vietnam...