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LIBRO   9788811693277

Salonicco, città di fantasmi. Cristiani, musulmani ed ebrei tra il 1430 e il 1950. Ediz. illustrata Mazower Mark   -  Garzanti, 2007  -  Collezione Storica

A Salonicco cristiani, ebrei e musulmani hanno convissuto per secoli. Fino al 1943, quando tutti gli ebrei della città vennero deportati, soprattutto ad Auschwitz. Per la prima volta dal 1430, quando il sultano Murad II varcò le sue porte, la città era ritornata completamente greca. Ma fino ad allora le rive del Mediterraneo avevano ospitato una metropoli dove s'incrociavano minareti e cipressi, sinagoghe e monasteri, capitelli romani e chiese bizantine. Sotto il dominio ottomano, Salonicco fu colpita da epidemie e carestie, ma nel suo affollato bazar i facchini e i lustrascarpe parlavano almeno una mezza dozzina di lingue. Era un mondo in cui le religioni convivevano e si scontravano. Tra le botteghe e i fondachi, trafficavano mercanti egiziani e schiavi ucraini, rabbini fuggiti dalla Spagna e pasha turchi, pellegrini ortodossi diretti al vicino Monte Athos, briganti albanesi e dervisci sufi. Mark Mazower ha ridato vita a un mondo ormai svanito per sempre. Ci guida nei bordelli e nelle taverne, nei bagni turchi, nei palazzi e nei giardini della città ottomana. Ci racconta del suo declino, man mano che diminuiva la potenza turca e s'infiammavano i nazionalismi: i musulmani diventarono turchi, gli ortodossi greci. Proprio a Salonicco, dove era nato Kemal Atatùrk, sarebbe stato fondato il movimento politico destinato a rifondare un'intera nazione: i Giovani Turchi. Oggi siamo di fronte a una metropoli moderna, che tenta di proiettarsi verso l'Europa.

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Sull'antisemitismo libro
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LIBRO   9788806265120

Sull'antisemitismo Mazower Mark   -  Einaudi, 2026  -  Saggi

Di cosa parliamo, storicamente, quando parliamo di antisemitismo? Si può difendere l'idea di uno Stato palestinese o attaccare le politiche israeliane senza essere etichettati come antisemiti? Essere critici verso il sionismo rende automaticamente antisemiti? È consentito paragonare Israele al Sudafrica o, se vogliamo, al Terzo Reich? Gli ebrei possono dire cose che i non ebrei non possono dire? Chi può parlare a nome degli ebrei e chi no? Viviamo in una tempesta perfetta di incomprensione che soffoca il dibattito e inibisce una discussione ragionevole - oltre a impedire qualsivoglia autentico progresso. Mark Mazower ci mostra in modo chiaro e accurato come siamo arrivati a questo punto, cercando di fare luce piuttosto che attribuire colpe e responsabilità. Nel 1879 il giornalista tedesco Wilhelm Marr annunciò la nascita di una Lega degli antisemiti che si proponeva di impedire che agli ebrei fosse concessa una piena uguaglianza giuridica. Fu coniato così un sostantivo astratto: «antisemitismo». Il termine si è poi tristemente diffuso a livello globale con l'ascesa di Adolf Hitler e con il piano di sterminio del popolo ebraico portato avanti dai nazisti. Oggi decine di Paesi sono impegnati a combattere l'antisemitismo, ed esistono specifiche task force internazionali il cui compito è quello di sradicarlo. Nello stesso tempo, tuttavia, il consenso sul significato del termine tocca il suo minimo storico e vengono accusate di antisemitismo persone delle più svariate tendenze, dai seguaci del suprematismo bianco al segretario generale dell'Onu. Un tempo le cose erano meno complicate. In passato il nemico era senza dubbio l'estrema destra, da cui provenivano gli stereotipi razzisti, le teorie della cospirazione e il negazionismo dell'Olocausto. Adesso però la situazione è molto cambiata. Più di quattro quinti degli ebrei vivono in due Paesi, Israele e gli Stati Uniti, e questi ultimi garantiscono la supremazia militare del primo. Gli ebrei sono a tutti gli effetti considerati «bianchi» e per i movimenti anticoloniali la questione palestinese è sempre più rilevante. E le accuse di antisemitismo colpiscono la sinistra più che la destra. Eppure fino a mezzo secolo fa nessuno si sarebbe sognato di associare all'antisemitismo le critiche mosse allo Stato di Israele, mentre oggi le due cose vengono di continuo sovrapposte, a volte strumentalmente, a volte no. La stessa parola ha assunto un nuovo significato, con il rischio di diventare un'accusa generica usata per delegittimare posizioni legittime, delegittimandosi a sua volta. Mark Mazower, uno dei maggiori storici mondiali, ci offre una guida chiara e imparziale che mette in prospettiva la confusione del presente per dipanare una delle questioni più urgenti del contemporaneo.

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