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Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto Nodari Francesca - Mimesis, 2016 - Meledoro
"Colei che scrive la lettera al padre, Dolores, non solo non ha mai avuto "quel" padre, ma costui non è mai stato padre per lei. Entrambi gli ausiliari non sono riferibili a lui. Non a caso parliamo di ausiliari da auxilium aiuto. E qui mancano gli ausiliari perché l'aiuto non c'è mai stato. Quello che, invece, s'è manifestato è il rifiuto. Incomprensibile, irrazionale, segnale di latente follia, in quanto reiettivo di qualcosa che è geneticamente legato a sé, senza possibilità di cancellazione. Il concatenarsi dei pensieri in questa requisitoria che, a Dolores, serve per depurarsi del veleno introiettatole da Belzebù e dai suoi rifiuti - si scopre che in paese è questo il soprannome di quest'uomo davvero demoniaco - fa affiorare l'importanza del pensiero come superamento del male con cui gli altri possono colpirci. E questo pensiero si nutre delle preziose riflessioni di grandi pensatori e scrittori. E qui la filosofia è la medicina capace di far sopportare a Dolores quel rifiuto paterno".
Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto Nodari Francesca - Pagine, 2013 -
Veramente toccante questo libro-saggio di Francesca Nodari, non a caso discepola di Maria Rita Parsi, che le scrive l'introduzione. Leggendo con somma compartecipazione lo straordinario viaggio catartico di una donna ormai adulta, resa vulnerabile, sin dall'età più fragile e immatura, e, inizialmente, costretta ad essere incerta di sé da quel plateale, clamoroso rifiuto di paternità, scaviamo parallelamente dentro di noi. Perché le parole sono il nostro specchio. E l'umanità è un gioco di specchi e di rimandi; persino per quel "non-padrÈ, per citare la Parsi che, malgrado abbruni il suo specchio, non sfugge al legame che respinge. La narrazione di Dolores esplora l'accanimento di un essere abietto ed anaffettivo, offrendoci l'occasione per interrogarci su cosa sia la paternità, elemento non così immediato e «carnale» quanto quello della maternità.