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Storia contro storie. Elogio del fatto architettonico Olmo Carlo - Donzelli, 2023 - Saggi. Natura E Artefatto
Se si entra oggi in una libreria, è arduo trovare una sezione, anche piccola, dedicata all'architettura e alle sue storie. Non solo, ma quei pochi libri che si trovano sono monografie o studi di esempi particolari e inediti di opere per lo più sconosciute. Ma forse l'architettura non è quella che oggi si presenta. La specializzazione ha creato enclaves che proteggono studiosi accaniti di «particolari», con le loro regole, le loro riviste, spesso un loro linguaggio all'apparenza universale, in generale un inglese quasi primitivo. L'architettura non è questa, e ancor meno lo è la sua storia. Il libro tenta, muovendosi contro le specializzazioni e i loro privilegi, di riportare l'architettura a quello straordinario insieme di idee, progetti, segni, errori, costruzioni, usi, trasformazioni, restauri, simboli, che solo se intrecciandoli restituiscono cosa è il fatto architettonico. Per abbozzare almeno questa strada, Carlo Olmo ha scelto due «scritture» di riferimento che offrissero insieme una continuità e una ricerca di un'unità dell'oggetto architettura: i Paralipomena dei Passagenwerk di Walter Benjamin e il Finnegans Wake di James Joyce. Una scelta difficile, faticosa, essenziale per mettere alla prova una scrittura e un'organizzazione unitaria. Storia contro storie è infatti una narrazione che scorre senza interruzioni e tenta di restituire la passione per un «fatto» così straordinario come l'architettura, con le sue imperfezioni che ne costituiscono le vere declinazioni. Il libro offre al lettore tre possibili percorsi: attraverso i paragrafi, il testo e le note, perché ogni fatto storico ha bisogno di fonti da indagare, di argomentazioni da costruire e di prove su cui fondare le proprie affermazioni. Andare contro un mainstream così diffuso non è comodo, ma è oggi quanto mai necessario, e non solo per la storia dell'architettura.
Se Erodoto tornasse in Atene? Scritti scelti 1975-2000 Olmo Carlo - Franco Angeli, 2025
Questa collezione di quindici testi di Carlo Olmo - corredati da brevi introduzioni, a cura di studiosi che nel corso del tempo hanno con lui condiviso parte del suo percorso di ricerca - costituisce una proposta di carattere squisitamente storiografico, la selezione di un materiale di lavoro che accompagnerà il lettore all'interno di un cantiere intellettuale colto in un momento dialettico e "costruttivo" di particolare fecondità, collocato tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso. In quella stagione, caratterizzata dalle condizioni di crisi che segnavano l'architettura, la città e le sue rappresentazioni, la storiografia dell'architettura moderna ampliava e approfondiva i propri orizzonti, definiva il proprio rapporto con la filologia, stabiliva nuovi rapporti tra storia e teoria e si misurava con gli sviluppi della storia urbana. La raccolta invita a ripercorrere alcuni passaggi fondativi di quel fertile itinerario di ricerca, aperto a molte connessioni, ma proprio per questo anche decisamente eccentrico, riconducibile a un quadro e a un momento intellettuale nazionale e internazionale di straordinaria versatilità nell'ambito della cultura progettuale, degli sviluppi della storiografia in generale e del "fatto architettonico" in particolare. I testi selezionati - alcuni inediti, altri non facilmente rintracciabili - attraversano questi e altri temi, riportando il lettore ai vettori del dibattito editoriale di quegli anni: dai volumi tascabili della Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana, pensati per una grande diffusione, alle riviste di architettura e storia, quali Casabella e Annales, fino ai cataloghi di memorabili esposizioni, e alle conferenze tenute nei corsi di dottorato a Torino e Parigi.
Sussurri a una Padawan Olmo Carlo - Montecovello, 2012 - Alba D'autore
Questo libro vuole essere una raccolta di riflessioni, emozioni, immagini della vita di un Maestro di Arti Marziali che dedicando tutto se stesso all'insegnamento di queste nobili e antiche discipline, sa che trasmetterà il suo lignaggio a una Allieva, la Padawan, una soltanto, che a sua volta un giorno diventerà Maestra. E tutto avviene non nel fragore di una lotta o di salti mortali volanti, ma sussurrando : "Ciò che più mi ha sorpreso e incantato nello studio dell'Arte Marziale cinese non è stata la progressione delle mie conoscenze, né la capacità di trasformare le mie paure o superare i miei avversari e neppure conseguire i gradi di avanzamento di studio o le vittorie su me stesso. Ciò che più mi è rimasto nel cuore e ha permesso ogni cosa è stato che c'era qualcuno che credeva in me. Anche quando mi fermavo. Anche Uno solo che credesse in me, ma bastava: il Maestro. Prendere vera consapevolezza di questo conduce all'illuminazione come Via per la pace interiore, la forza, l'onore e l'amore per gli altri, porta di tutti gli arcani."