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San Pio X. Papa riformatore di fronte alle sfide del nuovo secolo Regoli R. (Cur.) - Libreria Editrice Vaticana, 2016 - Atti E Documenti
Il nuovo volume della Collana "Atti e Documenti" del Pontificio Comitato di Scienze Storiche è dedicato alla figura di San Pio X. Beatificato il 3 giugno 1951 e canonizzato il 29 maggio 1954 da Pio XII, Papa Sarto - fino a poco tempo fa - è l'unico Pontefice canonizzato del XX secolo. Lo studio curato da Roberto Regoli apre nuove prospettive di ricerca e di approfondimento sulla figura di un Pontefice che fu un pastore d'anime nell'esercizio dei suoi vari ministeri - prete, vescovo e papa - condotti sempre con l'intento di realizzare l'ideale pastorale espresso dal suo motto: Instaurare omnia in Christo. San Pio X, primo Papa dell'età contemporanea proveniente dal ceto contadino, fu uno dei primi Pontefici ad aver percorso tutte le tappe del ministero pastorale, da cappellano a papa. Nacque a Riese (Treviso), il 2 giugno 1835, fu cappellano di Tombolo, il suo primo incarico dopo l'ordinazione, il 29 novembre 1958, poi parroco a Salzano nel 1867, canonico e cancelliere della curia vescovile di Treviso nel 1875, poi Vescovo di Mantova nel 1884, quindi Cardinale il 12 giugno 1893 e Patriarca di Venezia il 15 giugno seguente. Fu eletto Papa il 4 agosto 1903.
San Paolo fuori le mura 1823. Incendio e ricostruzione Regoli R. (Cur.) Fiumi Sermattei I. (Cur.) - Campisano Editore, 2026 - Storia Dell'arte
La notte tra il 15 e il 16 luglio 1823 scoppia il terribile incendio che devasta la Basilica patriarcale di San Paolo fuori le mura. Quell'evento toccò e segnò l'immaginario di un'epoca, che si sentì scossa da quelle fiamme. Quelle rovine posero delle domande. Lasciare tutto distrutto? Ricostruire? Costruire altro? Si avviava un lungo, vivace e articolato dibattito intorno ai criteri per la ricostruzione, che stava a significare il rapporto con il passato, l'antico, la sua conservazione, ma anche sulla sua gestione nel presente e nel futuro. In ultimo il dibattito riguardava il rapporto tra antico e moderno, tra antico mondo e nuovo mondo. L'orientamento storicista adottato nella nuova Basilica ostiense era la risposta, insieme cattolica, romantica e moderna, alle critiche mosse dai philosophes illuministi e ai traumi causati dalle aggressioni rivoluzionarie e napoleoniche. In questo senso si voleva orientare una risposta epocale più vasta. Si voleva in ultimo offrire un indirizzo generale per il cattolicesimo. 200 anni dopo quegli avvenimenti, ritornarci non vuole essere una operazione di mero compiacimento storico o di musealizzazione, ma una proposta interpretativa anche per le avversità attuali. In ultimo, vuole essere una operazione storica, artistica, filosofica, teologica e spirituale, che ponga una riflessione di senso.