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Libri di Titolo S
Prossime uscite di Maria Ugolini Lina
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893419062 Villa Sbadigli
Sulle tracce di un tappo di spumante Ugolini Lina Maria - Brè, 2025 - Poesia
Ogni festa conserva o smarrisce un tappo, stappato dopo un'attesa breve, saltato dopo uno schiocco, una parabola sospesa, un travaso di schiuma bianca. Queste liriche annotate da pionieri dell'immaginario, sanno come farsi voce collettiva e al contempo tacere, lasciando alla parola il compito di annotare i propri versi tra luminarie e candeline, fuochi d'artificio ceduti in cenere sulla pagina bianca, brindisi in coppe calligrafiche a segnare brevi epifanie. Caduco il tempo umano, conforto ogni ricordo. Nelle poesie che compongono tale variare d'esuberanze emotive, vaga la presenza di un collettivo lirico impegnato in azioni d'avvistamento, ricerche proustiane di tappi perduti, riportati sulla pagina per evocare, immaginare, frammenti d'esistenze sconosciute.
Solitudini da rete mobile Ugolini Lina Maria - Scatole Parlanti, 2024 - Voci
"Solitudini da rete mobile" si compone di frammenti di sguardi colti nella mobilità del viaggiare. Annotazioni contratte, rapide, espressioni di un tempo condizionato dalla rete, da una dipendenza cronica da connessione. La scrittura procede su due binari. All'osservare oggettivo della realtà si alterna il cammino di due donne: colei che scrive e colei che non vede, Ada, una donna cieca. Trovarsi soli con uno smartphone e l'essere soli con se stessi. Ada risponde al bisogno di un dialogo, alla necessità di un sostegno transitorio. Mobile è l'attributo che segna il presente del terzo millennio. Mobile il tempo. Mobile ogni solitudine.
Scale mobili Ugolini Lina Maria - Splen, 2016 - Caleidoscopi
Un gradino si sollevò e l'altro scese, nel turno vuoto di una giostra triste. Si aziona così il meccanismo che regola Scale mobili, un domino narrativo breve e rapido costruito su frammenti di storie raccontate, per scelta stilistica dell'autrice, con il tono di una cronaca annotata da una voce collettiva che è una lente asciutta e spietata nell'ironia. I gradini mobili ricevono le scarpe di uomini e donne condannati a vivere - per gioco di tragedia o di commedia - la mancanza cronica di una speranza o di un'alternativa che possa cambiare il corso delle loro vite. Ecco allora Rosario schiavo della madre Concetta, il barbone N, Michela stanca e malata, Cinzia, una donna mai cresciuta, il politico Silvio e il suo scrivano Giacomo. La complicità del trasporto serve al maestro Arturo Contini e a Linda, la sua amante, segue infine la relazione tra Iva e Nora, il tutto nel ritmo di un ingranaggio che elude ogni fatica e che è indice di un comune e inevitabile destino.