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Wunderkammer Panza di Biumo. L'arte dei piccoli oggetti 1966-1992 Bernardini A. (Cur.) Fontana S. (Cur.) - Skira, 2019 - Cataloghi D'arte Contemporanea
Maquettes, strumenti, invenzioni meccaniche, studi, creazioni artistiche interpretabili come i "primi originali", rarità che il mecenate milanese Giuseppe Panza di Biumo (1923-2010) collezionò o ricevette in dono dagli artisti a lui più cari, che rinnovano l'occasione per indagare gli interessi e le ricerche del collezionista, attratto dalle tendenze artistiche volte a porre al centro della pratica il concetto di idea. Gli oltre quaranta esemplari, eseguiti in un arco di tempo che va dal 1966 al 1992, esposti al Negozio Olivetti - Bene del FAI a Venezia - come discrete e preziose apparizioni in una "camera delle meraviglie", appartengono, per la maggior parte, ai principali esponenti del minimalismo e dell'arte concettuale: da Walter De Maria a Carl Andre, da Robert Morris a Richard Nonas, da Dan Flavin a Joseph Beuys, fino a Robert Barry, Ian Wilson, Jene Highstein, Piero Fogliati, Douglas Davis ed Eric Orr. Alcuni artisti ricorrono anche nella Collezione Panza che il FAI cura, conserva e valorizza a Villa Panza a Varese, che fu la dimora del collezionista.
Wim Wenders. America. Ediz. italiana e inglese Bernardini A. (Cur.) - Silvana, 2015 - Fotografia
Il catalogo presenta una raccolta di fotografie realizzate da Wim Wenders (Düsseldorf, 1945) tra la fine degli anni Settanta e il 2003 negli Stati Uniti occidentali: dal Montana al New Mexico, dalla California e dal Texas agli interni del Colorado, dell'Arizona e di Los Angeles. Il paesaggio ritratto dall'artista - esponente di primo piano del Nuovo Cinema Tedesco - impressiona e spinge alla contemplazione della sua vastità e dei suoi dettagli: orizzonti lontani, lande deserte, strade lunghissime, che richiamano alcune sue celebri sequenze cinematografiche, ma anche architetture dove l'essere umano, pur non comparendo, non è assente, perché si manifesta in tracce, edifici, oggetti che lasciano intuire il suo passaggio. Lo sguardo acuto e profondo dell'autore, teso alla contemplazione dell'immensità della natura e alla potenza della luce, si traduce in molte sequenze in un omaggio a Edward Hopper, suo dichiarato punto di riferimento. Il volume accoglie un testo critico di Anna Bernardini e un'intervista a Wim Wenders raccolta da Francesco Zanot, e apparati biografici.