C Libri
Libri di Titolo C pubblicati nella collana Filosofia Del Diritto
Cinema e risemantizzazione del diritto. Dispositivi, spettatori, montaggi Siniscalchi Guglielmo - Franco Angeli, 2023 - Filosofia Del Diritto
Se nessuno dubita che il diritto abbia alimentato l'immaginario cinematografico ispirando film e serie televisive che hanno segnato profondamente la cultura dei giuristi e della pubblica opinione, in pochi si sono accorti di come anche il discorso giuridico si sia lasciato contaminare dal lessico e dall'estetica del linguaggio filmico. Ricostruendo l'archeologia e la genealogia di termini come 'dispositivo', 'spettatore' e 'montaggio', che provengono dal linguaggio e dalla teoria filmica ma che, da qualche decennio, sono migrati nel vocabolario di alcune teorie del diritto, il volume intende mostrare come il cinema non sia soltanto uno dei più potenti metalinguaggi per raccontare il variegato universo della normatività, ma sia diventato anche un linguaggio prezioso per immaginare nuovi modelli di costruzione dell'ordine sociale. Seguendo il percorso inaugurato dal precedente volume "Barocco giuridico. Osservatori, osservanti, spettatori" (2017), di cui queste pagine sono un'ideale prosecuzione, la ricerca costituisce una breve introduzione ad una possibile teoria cinematografica del diritto: un invito non solo a leggere il diritto attraverso il cinema, ma a ripensare cinematograficamente il discorso giuridico con l'ambizione di scorgere nuovi paesaggi teorici e concettuali, oltre la crisi delle forme del discorso normativo del Novecento.
Custodire il fuoco. Saggi di filosofia del diritto Zanuso F. (Cur.) - Franco Angeli, 2014 - Filosofia Del Diritto
"Custodire il fuoco, senza adorare le ceneri": questo è l'intento che si sono proposti con la pubblicazione alcuni studiosi, formatisi grazie al magistero di Francesco Cavalla. La metafora del fuoco è sembrata fondamentale sotto due profili. Innanzitutto, il custodire il fuoco richiama il dovere di "far ardere" il Logos, il fuoco eracliteo, per consentire il "dire collegando" grazie alla riflessione critica su alcuni aspetti della tradizione e della attualità occidentale nei quali la vita intellettuale rischia di perdersi, facendosi mera cenere. In secondo luogo, il richiamo al noto aforisma di Gustav Mahler risulta particolarmente suggestivo poiché gli autori dei saggi qui contenuti hanno cercato di realizzare un'armonia che testimoniasse il tratto costitutivo dell'insegnamento del loro Maestro: rispettare le differenze di interessi e di prospettive promuovendo nel contempo un incessante confronto dialettico fra le stesse. In questo modo, una riflessione sulla dimensione paradossale di alcuni valori celebrati nella cultura moderna (F. Zanuso), una indagine sulla giustizia che coinvolge i rapporti tra neuroscienze e filosofia del diritto (S. Fuselli), uno studio sul concetto di libertà indisponibile e sulle sue cadute in ambito giuridico (P. Moro), un approfondimento del tema dell'eticità pensata come non prescrittività (P. Sommaggio) e, infine, una analisi della giustizia distributiva nell'era della positività pluritipica (C. Sarra) confidano di dialogare in armonia.
Contradditorio giudizio mediazione. La danza del demone mediano Sommaggio Paolo - Franco Angeli, 2012 - Filosofia Del Diritto
Non sono molti anni che il contraddittorio è stato 'calato dall'alto' attraverso la riforma dell'art. 111 della Costituzione, ma il valore che ad esso viene attribuito, nell'ambito della esperienza giuridica, consiste per lo più nella drammatizzazione della controversia. Con questa ricerca si intende invece mostrare la razionalità intrinseca e la forza atletica del contraddittorio. Lo scontro delle parti, che rappresenta l'intima struttura logica del contraddittorio, genera infatti una relazione che consente il dispiegarsi di ciò che supera le pretese particolari delle parti ed è comune ad ambedue sfuggendo, nell'agone oppositivo, al loro pieno controllo: questo perché il contraddittorio rappresenta non solo uno strumento di accertamento/espunzione della contraddizione dai loro detti, ma definisce altresì la condizione affinché le tesi esposte 'abbiano a che fare' con la verità. In questo modo il contraddittorio si rivela qualcosa di più di una delle possibili procedure di risoluzione delle controversie. Il compito che si propone l'autore è di collegare due prospettive, quella del diritto e quella della filosofia: un ponte tra queste due concezioni in ordine al valore del contraddittorio. Un primo passo verso una genuina cultura giuridica che consideri l'antagonismo processuale non più come espressione di una patologia dei rapporti intersoggettivi, ma come la forma disciplinata di una situazione fisiologica.