C Libri
Libri di Titolo C pubblicati nella collana I Neri
Come si uccide un gentiluomo. La prima indagine dell'avvocato Contrada Avoledo Tullio - Neri Pozza, 2025 - I Neri
L'avvocato Vittorio Contrada, Controvento per gli amici, uomo senza peli sulla lingua e molto pelo sullo stomaco, ha cambiato vita. Lasciato il diritto societario per seguire soltanto cause ambientali o comunque "eticamente valide", ha chiuso con i viaggi da sogno, gli affari milionari, i lussi indescrivibili e i polli da spennare, per rifugiarsi in uno studio sgarrupato con la sola compagnia di Gloria Almariva, collega combattiva e testarda ben lontana dallo stereotipo dell'avvocata di grido. Una cosa però è rimasta a Vittorio: la voglia di scontrarsi, e di vincere. Oltre alla passione per le belle donne e le auto d'epoca, ovviamente. Così, quando Valerio Del Zotto emerge dal suo passato per consegnargli una valigetta - la sua mitica ventiquattrore da cui uscivano sempre tesori o idee inestimabili - e poi morire poco dopo, Vittorio non può restare a guardare. C'è del marcio in quella ventiquattrore, su cui Vittorio si impegna a indagare insieme a Gloria. Il caso ha a che fare con un'isolata comunità montana e una spregiudicata speculazione edilizia, ma tra i fiumi che cambiano corso e le vallate presi - diate dalle ruspe si muovono poteri molto più grandi di quanto i due avvocati riescano a immaginare. Anche se a essere più pericolose a volte sono cose molto piccole, quasi insignificanti: cose come le idee. Tra una Milano che sale vorticosa - eccessiva, spietata, ingiusta - e un Friuli edenico e fiero che qualcuno sta cercando di distruggere, "Come si uccide un gentiluomo" è un romanzo nerissimo e dolce, arrabbiato ed esilarante, tenero e feroce, che rispecchia alla perfezione il mondo di oggi: ugualmente pieno di inquietudine e speranza.
Città violenta Cappi A. C. (Cur.) - Magenes, 2000 - I Neri
"Da anni ormai, esistono scrittori che osservano le loro città e che ritraggono fedelmente la violenza che cova sotto il benessere, le tensioni di una società che si illude di essere perfetta. Ci sono scrittori che parlano di rapine e riciclaggi, di traffici internazionali e microcriminalità, di sesso facile e di sesso molto, molto difficile. Possono scrivere con ironia, con realismo e iper-realismo, ma la città che raccontano è quella di fronte a cui altri preferiscono chiudere gli occhi. Ora quello che gli scrittori avevano previsto si è verificato. I malumori, le tensioni che erano nell'aria hanno cominciato a esplodere. E finalmente anche i giornali hanno scoperto che esiste la città violenta." (Andrea Carlo Cappi)
Clockers Price Richard - Neri Pozza, 2015 - I Neri
Ronald Dunham, detto Strike, capeggia un gruppetto di "clockers", gli spacciatori al minuto di crack, tra le case popolari del Progetto Roosevelt di Dempsy: tredici palazzi, due grandi isolati, milleduecento famiglie. Un "lavoro" impegnativo, con dei ragazzi che si agitano facilmente, cantando a squarciagola o lanciandosi in liti cretine, quando la Fury, la narcotici del locale distretto di polizia, batte il quartiere. Per non parlare poi delle loro donne, che provocano zuffe flirtando con altri o sparendo oltre l'angolo con la merce. Per lenire il dolore allo stomaco che lo tormenta, e per accettare il suo infausto destino di "schiavetto numero uno" di Rodney, il grossista coi riccioli impomatati, gli occhiali scuri e la Cadillac amaranto che gli procura le fialette di crack, Strike ingurgita senza posa intere bottiglie di latte vanigliato. Un giorno Rodney gli ordina di "sporcarsi le mani" e di far fuori Darryl Adams, un ragazzo che spaccia all'Ahab, il fast food in cui lavora. Strike è indeciso. Ne parla con il fratello Victor, che una sera, gli dice di non preoccuparsi: ha lui "il suo uomo" che sistemerà la faccenda. Darryl viene ucciso con quattro colpi a distanza ravvicinata, di fronte all'Ahab. Qualche giorno dopo, in una chiesa battista, Victor Dunham si consegna alla polizia, reo confesso dell'omicidio, commesso a suo dire per legittima difesa. L'agente Rocco Klein, però, non gli crede, convinto com'è di aver "arrestato il fratello sbagliato".