C Libri
Libri di Titolo C pubblicati nella collana Storie Di Imprese
Castelli di carte. Zanichelli 1959-2009: una storia Enriques Federico - Il Mulino, 2008 - Storie Di Imprese
Zanichelli ha nell'editoria italiana un ruolo, se non unico, certo diverso dalla maggior parte degli altri editori. La concentrazione, crescente negli anni, su libri di testo al servizio di una didattica più moderna, la specializzazione nelle opere lessicografiche, l'enfasi sulla cultura scientifica di base e, su altri piani, una struttura proprietaria rimasta famigliare sono caratteristiche che, almeno tutte insieme, non hanno altri. Questo libro racconta gli ultimi cinquant'anni della casa bolognese. Non solo l'oggetto lo distingue dalla maggior parte delle storie dell'editoria. Non è infatti consueta la storia scritta dall'interno e l'attenzione, oltre che alle opere, alle persone, alle tecniche, all'organizzazione, insomma a quanto succede dietro le quinte: un po' storia di un'azienda, un po' foto di gruppo di amici al lavoro, un po' verbale di ciò che avviene nel cortile di casa (editrice).
Credito e cooperazione. La singolare storia della Banca Popolare dell'Emilila Romagna Conte Leandro Piluso Giandomenico Toniolo Gianni - Il Mulino, 2009 - Storie Di Imprese
La storia della società civile e quella dell'economia industriale ci inducono a vedere il rapporto tra capitale e lavoro venato da un incomponibile conflitto, e a guardare al comportamento dei banchieri con circospezione. A questi luoghi comuni si oppone, dalla fine dell'Ottocento, il movimento delle banche popolari, fondato sull'idea che sia possibile favorire un'integrazione tra banca e comunità civile associando quest'ultima all'impresa bancaria, e smussare la tensione tra capitale e lavoro indirizzando il risparmio alla piccola e media impresa. La storia della Banca Popolare di Modena, così come quella del gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna che da essa ha preso origine, è un caso esemplare di evoluzione di questa realizzazione. Queste pagine rievocano un secolo di gestione prudente, sempre attenta a non cedere alle tentazioni di impiegare la liquidità in modo speculativo, legata a una città e a un territorio che, nel secondo dopoguerra, diventano tra i poli più dinamici dell'Italia del "miracolo"; e che alla fine degli anni Ottanta del Novecento consegna a chi gestisce la banca uno strumento ricco di relazioni e di cospicuo capitale libero, pronto a un salto di dimensione. La fine della "foresta pietrificata" propiziata dalla legislazione dei primi anni Novanta, l'affermarsi dei criteri di efficienza e concorrenza sul mercato dei capitali, consentono alla Bper di dare una nuova forma, quella del "gruppo bancario federale", al modo di essere di sempre.