G Libri
Libri di Titolo G pubblicati nella collana Astrid
Gli indicatori di competività dell'economia italiana nel quadro del processo di Lisbona Ranci P. (Cur.) Forti A. (Cur.) - Passigli, 2008 - Astrid
L'Italia perde posizioni nel mondo, l'Italia è all'ottantesimo posto dopo il Botswana. Ogni volta che i giornali pubblicano i risultati delle indagini delle varie organizzazioni internazionali che mettono a confronto le economie dei vari Paesi, si mescolano reazioni diverse: di critica polemica o costruttiva verso l'operato delle istituzioni, di protesta o di scoraggiamento, di perplessità e dubbio. Dei confronti internazionali non possiamo fare a meno. Senza confronti non potremmo verificare la qualità del servizio ferroviario in rapporto alle tariffe, né valutare correttamente il nostro sistema scolastico, né capire se i nostri ospedali sono migliori o peggiori di quelli europei. Ma occorre che i confronti siano condotti con metodologie rigorose, sulla base di dati oggettivi e di indicatori affidabili, senza pregiudizi ideologici e culturali. Alcuni lo sono, altri no.
Governare l'economia globale. Nella crisi e oltre la crisi - Passigli, 2009 - Astrid
Da dove nasce la crisi economico-finanziaria che attraversa il mondo? Quali ne sono state le cause scatenanti? Come uscire dalla crisi? E come evitare in futuro l'innescarsi di nuove crisi? Come devono cambiare le istituzioni internazionali, l'Unione Europea, le regole della finanza e del commercio mondiale? E quali effetti ne deriveranno per l'ambiente, la sicurezza alimentare ed energetica, la cooperazione internazionale, gli standard sociali e del lavoro? Per riflettere su questi problemi, e cercare una risposta, Astrid ha riunito alcuni dei maggiori esperti italiani (economisti, giuristi, studiosi di relazioni internazionali), in un lungo appassionato confronto, coordinato da Giuliano Amato, e cominciato già nella primavera del 2008, quando della crisi si intuivano solo i primi sintomi. Si è registrata una variegata pluralità di letture sulle cause della crisi che solo in parte ha trovato composizione in una lettura unitaria. Ma il confronto collegiale ha fatto anche emergere alcune prime indicazioni comuni sui possibili rimedi, in termini di politiche economiche, di regole, di politiche pubbliche, di governance nazionale, globale e, per quanto ci riguarda, anche europea. Riforme difficili, medicine amare.
Gli sportelli unici per le attività produttive: fallimento o rilancio? Dente B. (Cur.) Bassanini F. (Cur.) - Passigli, 2007 - Astrid
Lo sportello unico per le attività produttive ha rappresentato (insieme con l'autocertificazione e con il fede-ralismo amministrativo) una delle innovazioni emblematiche della nuova amministrazione pubblica italiana, investita dal ciclone modernizzatore delle riforme degli anni novanta. Un'amministrazione più vicina ai cittadini e alle imprese, più attenta alle loro esigenze, impegnata a ridurre l'eccesso di carichi regolativi e oneri burocratici. Lo sportello unico coniuga alcuni elementi-chiave del percorso di riforma: la semplificazione dei procedimenti, la riduzione e concentrazione delle sedi e delle responsabilità decisionali, la unificazione verso il basso delle competenze, l'ampliamento dello spazio dell'autocertificazione, l'uso delle tecnologie informatiche. Concentrando in capo a un'unica istituzione (il Comune) tutte le competenze decisionali (autorizzative) per gli impianti produttivi, unificando quarantatre autorizzazioni in una sola, imponendo la informatizzazione dell'intero procedimento, avrebbe dovuto ridurre drasticamente tempi e costi per le imprese interessate a realizzare, ampliare, ristrutturare impianti produttivi. Ma i risultati sono stati, per lo più, inferiori alle attese. E gli sportelli ben funzionanti sono ancora pochi e mal distribuiti.