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Libri di Titolo G pubblicati nella collana Le Forme Dell Immaginario

Gli affaccendati. Antologia di prose brevi (2006-2020) libro
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LIBRO   9788871865638

Gli affaccendati. Antologia di prose brevi (2006-2020) Rossi Tiziano   -  Moretti & Vitali, 2024  -  Le Forme Dell'immaginario

Le oltre ottanta miniprose che danno vita a questa antologia, tratte da cinque precedenti raccolte, sono abitate da una moltitudine di personaggi che si impegnano molto per vivere o sopravvivere, per prevaricare o addirittura per sottrarsi al vivere: nel loro parlare, gesticolare, borbottare, ferire o essere feriti, andarsene, resistere, generano - giustapponendosi - una sorta di commedia dolceamara (ma in fondo non è un po' teatro la vita?). I luoghi che fanno loro da sfondo, reali o fittizi, nascondono inquietudini e voluttà, incubi o incanti: lì chi va in scena può anche tentare di essere ben altro da sé; e lì incontriamo perfino bestie che si comportano da umani e umani dalla condotta ferina. Sono pagine in cui il paradosso e la sorpresa contano assai e talvolta un guizzo comico va a bilanciare la crudeltà degli accadimenti. Il mondo-calderone così evocato, ribelle a ogni reductio ad unum, forse ci dice qualcosa anche sul divenire in cui siamo immersi.

€ 14.00 € 13.30
Gli occhi di Thanatos. E-mail sulla morte. Dialoghi d'agosto libro
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LIBRO   9788871866321

Gli occhi di Thanatos. E-mail sulla morte. Dialoghi d'agosto Barbieri Paolo   -  Moretti & Vitali, 2016  -  Le Forme Dell'immaginario

Accanimento terapeutico, testamento biologico, eutanasia attiva e passiva sono concetti sui quali da anni è aperto un dibattito politico anche in seguito a alcuni casi che hanno occupato per mesi le cronache con polemiche spesso violente. La politica mi sembra però inadeguata ad affrontare questi temi e penso sia necessario andare più a fondo senza preoccuparsi di ricercare un compromesso per una soluzione condivisa. Certo, la vita pubblica ha bisogno di leggi e in democrazia chi legifera deve tenere in considerazione le opinioni di tutti per rispettare le sensibilità e la libertà di ogni cittadino. Credo che su un tema come la fine della vita, però, non possa valere il principio di maggioranza. Anche se una sola persona decide di non volere più le cure deve avere la libertà di farlo e, quindi, di scegliere come morire. Mantenere in vita, grazie ad una macchina, una persona è solo una violenza. Morire bene è un compito a cui ogni uomo deve dedicarsi e la parola eutanasia dovrebbe riacquistare il suo significato originario: buona morte. Da anni, invece, nel linguaggio giornalistico e mediatico è diventata una parola quasi impronunciabile, sinonimo solo di suicidio. "È proprio vero - sostiene Platone nel Fedone - che i veri filosofi si esercitano a morire" poiché essendo la morte una verità incontrovertibile il saggio dedica la sua vita alla preparazione di questo evento.

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