G Libri
Libri di Titolo G pubblicati nella collana Mousai
Giulio Mencaglia, uno scultore del Seicento tra Firenze, Roma e Napoli. Ediz. illustrata Ricco Antonello - Edizioni Ets, 2023 - Mousai
Il volume costituisce la prima monografia su Giulio Mencaglia, scultore originario delle Alpi Apuane celebrato dalle fonti fin dal Seicento per le qualità del suo scalpello ma non ancora studiato nella sua produzione complessiva. Dalle elevate capacità di ritrattista che lo contraddistinguono e dal linguaggio classicista appreso nell'Urbe, l'artista è analizzato in una prospettiva unitaria e diacronica che procede dal Ducato di Massa e Carrara e termina nel Viceregno spagnolo di Napoli. Il suo catalogo, qui ricostruito, offre considerevoli spunti di riflessione sul contesto delle botteghe partenopee e sulle relazioni artistiche con Roma e la Toscana.
Gli ex-voto dal «santuario meridionale» di Gravisca Manna Camilla - Edizioni Ets, 2019 - Mousai
Tra i molteplici reperti portati alla luce in mezzo secolo di scavi a Gravisca, gli ex-voto non rappresentano forse la classe più sensazionale, ma risultano non di meno colmi di significato e prodighi di informazioni. In questo volume vengono presi in esame i materiali votivi rinvenuti negli anni Settanta nel settore del cd. "Santuario greco" e pertinenti alle ultime fasi edilizie dell'area sacra, allorquando, oramai lontani i tempi e i commerci che avevano animato la vita dell'emporion, il santuario aveva assunto le fattezze di altri luoghi scoperti in area etrusco italica, legati ad una povera devozione fortemente connessa alla sfera della fecondità. Questi materiali, che possono sembrare meno rilevanti dal punto di vista della ricostruzione storica o della celebrazione estetica, ci dicono moltissimo della devozione popolare e quindi del culto. Sono proprio siffatti doni ad indicarci quale aspetto della divinità fosse quello prescelto nel culto (sanatio o fertilità) e quali caratteristiche fossero prevalenti nella devozione popolare. La peculiarità delle forme dei votivi di Gravisca lascia ancora molto spazio alle interpretazioni e, allo stesso tempo, la similarità con le contemporanee devozioni cultuali traccia un filo rosso di continuità con il passato.