Gio Libri
Libri di Titolo Gio pubblicati nella collana Vele
Prossime uscite della collana Vele
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788806273361 Senzadio. A che cosa serve credere all'incredibile?
- 9788806270209 Il senso degli antichi per la natura. I Greci, i Romani e le piante
Gioia. Con un ricordo di Vittorio Lingiardi Borgna Eugenio - Einaudi, 2025 - Vele
La gioia, ci racconta Eugenio Borgna, è un'emozione fragile e leggera, che si avvicina alla letizia, e in lei ogni tanto si confonde. Pur nella sua friabilità e delicatezza, è uno straordinario potere che possiamo far nascere nella nostra interiorità: ci consente di capire che in ciascuno di noi luci e ombre si alternano, si mescolano, e anche che le ombre si diradano solo se sappiamo andare incontro agli altri con gentilezza e con delicatezza, con tenerezza e con amore. È un cammino di speranza, dunque, quello indicato dal maestro della psichiatria gentile in questo mirabile testo, consegnato all'editore poco prima di lasciarci. Conclude il libro un toccante ricordo di Vittorio Lingiardi, che scrive, tra l'altro: «Per Borgna la gioia è anche, basta averlo letto una volta per capirlo, l'incontro con le parole, o i silenzi, dell'altro che ci aiutano a dare un senso alla vita».
Gioventù degli antenati. Il Rinascimento è uno zombie Giammei Alessandro - Einaudi, 2024 - Vele
L'eredità culturale non è tanto un destino genetico che ci tocca in sorte quanto semmai una creazione collettiva, amorosa e intellettuale, da scegliere consapevolmente. Più che vecchi padri della patria da idolatrare nostalgicamente, i nostri antenati sono apolidi interlocutrici e interlocutori, paradossalmente più giovani e all'avanguardia di noialtri posteri. Come ci insegnano l'Umanesimo e il Rinascimento, «età dell'oro» spesso rivendicate da chi si sente italiano, il nostro compito non è quello di preservarne la memoria, o semplicemente imitarli travestendoci da loro, ma di eguagliarli e, addirittura, di superarli. Sono loro stessi, zombie loquaci come Petrarca, Raffaello o Machiavelli, a indicarci la via per rifiutare la loro presentificazione in un sanguigno immaginario genealogico, come quello adottato dalle politiche culturali del fascismo che sopravvivono nelle odierne celebrazioni di presunte italianità gloriose del passato. È ora di smettere di pensarci custodi ed eredi, invece che curatori e artefici, degli avi (o avatar) che abitano rovine e lettere, affreschi e videogiochi.