Marx Libri
Libri di Titolo Marx pubblicati nella collana Fuori Collana
Prossime uscite della collana Fuori Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282506021 Cronologia di una vita dal vivo
- 9791281956568 Radici di carta
- 9791281956490 La festa del mio temporale
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281956346 Messina è una vertigine. Sopralluoghi e discorsi sul paesaggio
- 9791281936072 Il caso Charlie Kirk. Uno sparo dal buio
- 9791281936065 Robert Redford. Il romanzo della vita
- 9791281936041 Miti e segreti del GP di Monaco
- 9791281640184 Il giorno migliore di sempre
- 9791281202917 Vaticano inconfessabile
Marx e Aristotele. Prospettive sull'uomo Monléon Jacques De Berto N. (Cur.) De Fontmaÿe O. (Cur.) - Cantagalli, 2024 - Fuori Collana
È possibile stabilire un parallelo tra Marx e Aristotele? I loro universi di pensiero non sono forse troppo distanti, troppo eterogenei? Ciò che Jacques de Monléon ci mostra, al contrario, è quanto illuminante sia il loro confronto. Possiamo interpretare la realtà sociale, economica e umana con Marx, senza considerare i principi che stanno alla base di tale interpretazione? Non dovremmo, piuttosto, con Aristotele, scoprire, al di là della pura attività produttiva, il vero orizzonte della vita umana all'interno della società politica? Pubblicato per la prima volta in lingua italiana, Marx e Aristotele presenta alcune conferenze di Jacques deMonléon date a giovani studenti delle Superiori nell'estate del 1975, nelle Alpi francesi, in un'atmosfera semplice di vacanze, nell'aria pura dell'alta montagna. Si legge un maestro nel pieno del suo pensiero, che unisce - talento raro - l'analisi del testo e la sintesi, visione d'insieme frutto di un lavoro paziente, serio, rigoroso.
Marx filosofo De Giovanni Biagio - Editoriale Scientifica, 2018 - Fuori Collana
Duecento anni dalla nascita di Karl Marx. È possibile ancora avvertire il fascino e la forza del suo pensiero? Liberarlo dall'esaurimento di una storia politica? E soprattutto dalla consapevolezza che le sue previsioni non si sono avverate? La strada che provo a percorrere in questo piccolo libro è tornare su Marx filosofo, il pensatore che ha aperto per primo una strada nuova nel rapporto tra filosofia e mondo, che ha provato a fuoriuscire dal corpo massiccio della grande metafisica europea, misurandosi in modo aspro e profondo con Hegel, il suo vero Maestro. Ineludibile il rapporto con lui, senza approfondirlo nemmeno si entra nel complicato sistema critico di Marx: a confronto sono due vie di uscita dal pensiero metafisico, con effetti diversi sulla storia e perfino sul destino della stessa civiltà europea. Se lo si misura con il suo vero interlocutore, diventa possibile provare a liberare Marx dai dogmatismi, un'altra finalità del mio piccolo libro, che è anche un modo per eseguire, tanto tempo dopo, una sua volontà.
Marx. Il Nostradamus comunista ovvero l'oppio: dei popoli Brera's Key - Croce Libreria, 2022 - Fuori Collana
«Marx è stato presentato al mondo come un profeta rivoluzionario che avrebbe cambiato le sorti della politica mondiale. La conclusione la conosciamo. Come ampiamente comprovato dagli eventi storici, le tesi di Marx si sono rivelate antitetiche alle sue stesse previsioni, tanto da essersi autoinvalidate ed estinte dopo poco più di un secolo dalla loro formulazione. Dalla restaurazione capitalista della Russia (dal 1953 in poi, quindi l'era post stalinista), e da quella dei paesi dell'est europeo, passando per l'America latina fino ai paesi mediorientali, di cui la Cina è l'emblema dell'imperialismo più cruento e sanguinario, il comunismo è fallito miseramente. Questo è ciò che è avvenuto, nonostante i numerosi tentativi di riproposizione politica del comunismo sotto nuove sembianze nel corso dell'era post staliniana. [...] Ma probabilmente ben poche persone avrebbero immaginato che il marxismo potesse rivelarsi fallimentare in tutte le sue previsioni. Infatti, il capitalismo ha celebrato la sua vittoria fagocitando ogni altra ideologia teoria economico-politica, affermandosi come sistema economico universale nel cosiddetto mondo globalizzato. L'incremento della produttività del lavoro, lo sviluppo della scienza e della tecnica, sono interconnessi nell'ordine del quadro capitalistico, con i pregi e i difetti delle dinamiche che regolano un sistema complesso in continua evoluzione. A tale proposito non bisogna dimenticare che il concetto basilare del marxismo evidenziava che nell'epoca dominata dalla forma di produzione capitalista, la classe dei capitalisti sarebbe stata eliminata da una rivoluzione organizzata dal proletariato, che avrebbe abbattuto la società esistente per costituire una società senza classi. [...] In nessun paese si è avverata la società preconizzata società comunista la quale avrebbe abolito la proprietà privata dei mezzi di produzione che, attuando la distribuzione dei beni in funzione dei bisogni di ciascun cittadino, sarebbe stata caratterizzata da abbondanza di beni materiali, per cui gli esseri umani si sarebbero emancipati per sempre dalla necessità di lottare per sopravvivere. In nessun paese si è avverata la vaticinata divisione del lavoro e la scomparsa delle classi sociali. E lo stato - che nel capitalismo ha il compito di regolare l'appropriazione della ricchezza prodotta nell'interesse delle classi dominanti - in nessun paese si è dissolto. Al contrario, il capitalismo si è imposto a livello mondiale sviluppandosi fino a divenire l'imperialismo globale. [...] Appare quindi evidente che Marx non si sia avvicinato neanche di un solo punto rispetto a ciò che stiamo vivendo nell'era contemporanea. Analogamente è bene ricordare che, oltre agli orrori del ventesimo secolo attuati dal nazismo e dall'alleanza nazi-fascista, ci sono stati gli orrori del comunismo. La differenza è che questi ultimi sono stati sottaciuti e stigmatizzati, considerati quasi un male minore necessario per difendersi dall'attacco del capitalismo, nonché un metodo glorioso per rilanciare ad ogni occasione utile l'orgoglio della lotta partigiana e, addirittura, un sistema per conferire lauree ad honorem ai vari partiti comunisti. È quindi evidente che occorre un po' di chiarezza.»