Me Libri
Libri di Titolo Me pubblicati nella collana Mnemosine
Prossime uscite della collana Mnemosine
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788884214393 Memorie di un pazzo
Memorie in camicia rossa. Tirolo 1866. Nobili e popolani volontari garibaldini Di Marco Simona Piermartini Marco Andrea Associazione Amici Museo Stibbert (Cur.) - Arnaud Projects And Experiences, 2022 - Mnemosine
Riproposto in modo integrale, il testo "Memorie alla casalinga di un garibaldino" Guerra nel Tirolo 1866, la cui prima edizione uscì anonima. Il motivo, spiegato nel testo, è estremamente curioso. Il diario ottocentesco narra le vicissitudini dei soldati che parteciparono con le truppe garibaldine alle Guerre di Indipendenza d'Italia nella Campagna del Tirolo del 1866. Il volontario garibaldino, autore del diario, narra la vita di quei mesi in supporto ai soldati sabaudi ma anche del viaggio, delle sofferenze, della fame, dei combattimenti a Bezzecca, a Condino e molto altro ancora. Nel riportare i fatti inerenti alla battaglia di Condino, l'autore riferisce di una Guida a cavallo: è Frederick Stibbert. È da questa "rivelazione" che hanno preso origine i due saggi di approfondimento al diario uno di Piermartini l'altro di Di Marco. Due punti di vista di straordinario interesse con un unico fil rouge legato alla figura di Frederick Stibbert. Molte sono le illustrazioni sia di reperti del Museo Stibbert che da collezioni private, molti dei quali inediti.
Memorie di un pazzo Tolstoj Lev - Edup - Mnemosine
Con "Memorie di un pazzo" ("Zapiski sumassedsego"), Lev Tolstoj entra in un territorio che non appartiene al romanziere di "Guerra e pace": è il territorio del dubbio che non trova pace, della mente che rifiuta di adattarsi a ciò che tutti chiamano normalità. Scritto tra il 1884 e il 1886 e rimasto incompiuto, questo racconto autobiografico fu pubblicato postumo e rappresenta uno dei punti di svolta più radicali dell'intera opera tolstoiana. Il protagonista - nobile, rispettato, perfettamente inserito nel mondo - comincia a percepire che qualcosa non torna. Non è follia. È una lucidità intollerabile: quella di chi vede il vuoto sotto le forme sociali e non sa più fingere di non vederlo. Tolstoj descrive questa rottura con una precisione psicologica che anticipa la psicoanalisi e che parla, con sorprendente attualità, del disagio di ogni epoca.