C Libri
Libri di Titolo C editi da Bollati Boringhieri con argomento Antropologia
Connessioni. Antropologia dell'universalità delle culture Amselle Jean-Loup - Bollati Boringhieri, 2001 - Saggi.Storia, Filosofia E Scienze Sociali
Questo libro intende dimostrare, contro il relativismo culturale, che non esistono contraddizioni tra universalismo e particolarismo e, soprattutto, che la manifestazione delle identità contemporanee passa per l'utilizzo di significati globali. Secondo l'autore, la globalizzazione non data da oggi e nei secoli - dall'espansione dell'Islam alla colonizzazione europea - più che di scontro si è trattato di successive fasi di contatto che hanno connessioni tra le cultura.
Con gli spiriti in corpo. Trance, estasi, follia d'amore De Heusch Luc - Bollati Boringhieri, 2009 - Nuova Cultura
Un antropologo belga si confronta con un tema cruciale degli studi etnologici e delle indagini sull'esperienza religiosa e sulla psicologia collettiva: la trance, la "singolare metamorfosi del corpo" che accomuna fenomeni tra loro diversissimi, dalla possessione allo sciamanismo, dalla stregoneria all'estasi mistica di Teresa d'Avila e Giovanni della Croce, dalla passione amorosa che segna il destino di Tristano e Isotta ai legami quasi ipnotici delle masse con i leader carismatici. Molte di queste manifestazioni appartengono al dominio della comunicazione con il soprannaturale. Il corpo diviene allora veicolo del sacro, freme al contatto dell'Altro che lo invade, sia che raggiunga il parossismo nel "teatro liturgico" pubblico, sia che si abbandoni, in estatica solitudine, alle nozze spirituali con Dio. In un libro che spazia dall'Africa alla Siberia, Lue de Heusch ci parla di sciamani e di posseduti, ossia dei benefici maghi-guaritori - veri avventurieri dell'aldilà - che controllano la propria transe e di coloro che invece sono preda degli spiriti. Ma non dimentica le "transe senza dèi" cui è cosparsa la storia dell'Occidente. Ne sono esempi la "possessione a due" che si verifica tra gli amanti, o la condizione dell'attore, sorta di medium della parola altrui, o gli stati allucinati negli attuali raduni techno.
Contro il primitivismo Amselle Jean-Loup - Bollati Boringhieri, 2012 - Incipit
Il remoto, ciò che vive in uno spazio lontano che si immagina custodito dal tempo, viene promosso a originario, ad arcaico ancora tangibile. Ecco l'abbaglio primitivista. Vi cadono i clienti dei club di vacanze esotici, ma ne sono preda anche le grandi organizzazioni internazionali e i ricercatori che, per mestiere, scovano nei luoghi sperduti del Terzo Mondo terreni vergini da autenticare come tali. Soprattutto a loro, ai suoi colleghi antropologi, non fa sconti Jean-Loup Amselle. Il suo affondo assume i toni dell'autocritica di un'intera disciplina, a partire dal modo con cui costruisce l'oggetto di indagine: le cosiddette "società primitive", feticci etnologici senza storia fissati in un eterno presente, più che realtà vive. L'attuale crisi dell'antropologia dipende, secondo Amselle, proprio dalla difficoltà di oltrepassare il primitivismo implicito in una metafisica delle culture autoctone, che le trasforma in essenze intemporali da preservare in senso museografico e patrimonialista. Andrebbero invece esplorate attraverso un'analisi differenziale dei ritmi di sviluppo, che le veda coinvolte all'interno di sistemi più vasti. Solo così il "selvaggio" - buono o cattivo, primigenio o residuale - uscirebbe finalmente dalla riserva identitaria in cui lo costringono i suoi immaginifici osservatori.