Kafka Libri
Libri di Titolo Kafka editi da Mimesis con argomento Kafka Franz
Kafka a Milano. Le città, la testimonianza, la legge Scaramuzza Gabriele - Mimesis, 2013 - Centro Internazionale Insubrico. Studi
Il volume raccoglie interventi su Kafka, o connessi al mondo kafkiano. Riguardano "Il Processo" (testimonianza, legge, colpa, situazioni estreme), racconti quali "Il messaggio dell'imperatore" (malattia della tradizione e tramonto del narrare), "Giuseppina la cantante" (eclissi del canto), "La "verità intorno a Sancio Pancia" (liberarsi di Don Chisciotte?), il brano sul "negativo del mio tempo", temi quali l'iconoclastia, la citazione, la speranza, la deformazione, l'oblio, lo studio. Ampio spazio è dato alle letture di Kafka di George Steiner e, nel contesto milanese, di allievi di Banfi quali Remo Cantoni ed Enzo Paci. A far da cerniera è il tema della città, articolato su più piani. Nel panorama delle città che Kafka incontrò ovviamente di gran lunga preminente è la sua città, Praga; ma tra le città che Kafka visitò un rilievo particolare assume Milano, la città italiana che Kafka meglio conobbe; non pochi, e pour cause, ipotizzano che il penultimo capitolo del "Processo" sia ambientato nell'interno del duomo di Milano. Milano fu anche la prima città in Italia che gli dedicò un'attenzione non trascurabile.
Kafka. Quasi come un giurista. Genealogia di una trasformazione letteraria (1920-1924) Di Mauro Paola - Mimesis, 2025 - Il Quadrifoglio Tedesco
Questo libro traccia una genealogia letteraria dell'immaginario creativo di Franz Kafka. Si distanzia tanto dalle letture che separano la scrittura letteraria dal mestiere di giurista - considerato un ambito "opprimente" o meramente accessorio - quanto da quelle critico-giuridiche che vedono nei testi di Kafka semplici trasposizioni di riferimenti legislativi. "Parlare quasi come un giurista" è qui inteso, invece, come innesco della creazione letteraria: il discorso analogico del "quasi come" apre spazi immaginativi, mondi controfattuali, figure trasformative, forme di potere - tirannide e Stato di diritto - che narrano il coesistere di premodernità suppliziante e razionalità giuridica moderna. Unendo letteratura, diritto e immaginazione, e risalendo fino ai primi anni universitari di Kafka, viene meno l'immagine stereotipata dello scrittore "estatico": si rivela, piuttosto, un Kafka osservatore acuto della materialità dell'esistenza e dei suoi vincoli, capace di trasformarli, attraverso lo slancio creativo, nell'impossibile del gesto letterario.