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Libri di Titolo M editi da Silvana con argomento Pelle
Maurizio Pellegrin. Imparare a essere Schraffl Igino - Silvana, 2018 - Arte
Maurizio Pellegrin appartiene alla rara categoria degli artisti intellettuali e occupa un posto singolare nel panorama attuale: troppo realista in filosofia per essere un concettuale tipico, troppo cosmopolita per indulgere a un'arte vernacolare (semmai la sua nativa Venezia gli ha offerto un ponte verso un Oriente zenizzante), troppo culturalmente ed esteticamente raffinato per sconfinare in esperienze pop, minimal o poveristiche. Opera sottilmente sul crinale tra realismo e astrazione. Dal mondo nella sua datità trae i materiali che lascia anche assomigliare al dato fenomenico, ma ne scaturisce un'energia che ne decreta la vitalità e il fascino. Non fotografa la realtà, ma si inventa un realismo evocativo, evitando l'illustrazione dell'oggetto. L'effetto delle immagini così composte è altamente estetico, comunicativo e catartico, tanto da non richiedere la conferma del confronto con la realtà stessa. Ampi assemblage composti da oggetti o loro frammenti formano icone grandiose, non semplici archivi o cataloghi di una memoria parziale. Nelle opere il mondo non è né illustrato né narrato, ma intuito e mostrato come si dà in senso fenomenologico ed esistenziale. Attraverso il suo raffinato operare Pellegrin porta un nuovo ordine nella realtà effettuale, caotica e dispersiva delle cose incorporandovi anche elementi di disordine, caso e istintualità. Un brano di realtà riassuntivo di un pezzo di mondo fenomenico, ricostruito nella memoria, appare in una forma che colpisce per la sua forza 'ontologica': è come se gli oggetti imparassero a esistere nel nuovo ordine in cui l'artista li fa dialogare nello spazio. E con essi, attraverso l'impatto dell'opera, è l'uomo che impara a essere, oltre che nello spazio, nel tempo, grazie alla memoria che gli dà il senso della continuità e un'identità.
Michele Pellegrino. Vista mare-Vue mer. Ediz. bilingue Dematteis C. (Cur.) - Silvana, 2016 -
Il volume raccoglie una selezione di un centinaio fotografie che rientra a pieno titolo nella semplice denominazione di reportage fotografico da e di una qualunque spiaggia libera. Il luogo - litorale tra Spotorno e Bergeggi - perde la certezza della propria collocazione geografica, e assume quella assai più generica di un qualsiasi altrove indefinito, ove venga rappresentata la quiete di una tranquilla stagione balneare. Non v'è mai giudizio, ma descrizione da parte di Michele Pellegrino nel momento in cui imprime il particolare o ferma l'istante. Scatto dopo scatto, l'anziano fotografo tramanda l'essenza della normalità, sottraendola alla velocità con cui essa transiterebbe senza essere percepita e restituendole, al contrario, uno spazio e una forma. Ma che fa, quando, nuovo Diogene, sebbene munito di obiettivo anziché di lanterna, al pari del famoso predecessore e con la stessa determinazione s'aggira tra le sdraio, in mezzo alla gente? Semplicemente cerca l'uomo.