Auto Libri
Libri di Titolo Auto editi da Adelphi pubblicati nella collana Piccola Biblioteca Adelphi
Autorità spirituale e potere temporale Guénon René - Adelphi, 2014 - Piccola Biblioteca Adelphi
In un tempo remoto e presso le più varie civiltà, il potere si divise in due parti: sacerdotium e regnum, potere spirituale e potere temporale, auctoritas e potestas. E questi due poteri si trovarono da sempre in un precario equilibrio. Dovevano incontrarsi e sostenersi, come i Brahmani e gli Kshatriya nell'India vedica, ma spesso erano destinati a scontrarsi. Nella storia europea per secoli, a cominciare dai conflitti medioevali fra Impero e Papato. Ma anche nei secoli successivi, in modo più o meno velato, sino a oggi. Per chi voglia capire che cosa è in gioco nell'incontro e nello scontro fra questi due poteri, nulla sarà d'aiuto più di questo libro di Guénon, nella sua chiaroveggente lucidità.
Autobiografia del Blu di Prussia Flaiano Ennio Longoni A. (Cur.) - Adelphi, 2003 - Piccola Biblioteca Adelphi
In questa composita raccolta Flaiano descrive luoghi dell'Abruzzo natio in cui la desolazione è profondamente radicata e figure che, su quei fondali, paiono inesorabilmente votate all'autodistruzione: come l'intellettuale romantico e decadente che sospende un'assunzione fatale di veronal solo per la momentanea fioritura di una rosa, o il giovane, ultimo di sei fratelli, cui la famiglia non perde occasione di rinfacciare il suo status di indesiderato, di nato "a tavola sparecchiata". E quando, nel più lungo di questi racconti, Flaiano rievoca la vicenda di uno zio prete, don Oreste, la narrazione affonda ancor più tra quelle rocce scarne, dove "i cattivi umori della terra cristallizzano" e generano quel Blu di Prussia "velenoso, sordido, intelligente...".
Autocronologia Arbasino Alberto Manica R. (Cur.) - Adelphi, 2026 - Piccola Biblioteca Adelphi
Fieramente avverso al «proustismo di maniera» - cioè a ogni «rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici» -, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di «flâneur di varie arti», saggista e romanziere: la pratica di una «Kulturkritik» perseguita con leggerezza alla faccia di «ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche»; il nomadismo - sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale -, fruttuoso di «incontri e conversazioni», «mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili»; la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.