Dal Libri
Libri di Titolo Dal editi da Rubbettino pubblicati nella collana Transatlantico
Dall'io al noi. Persone, comunità e impegno condiviso Viscomi Antonio - Rubbettino, 2020 - Transatlantico
Quasi come un diario, dal mese di marzo 2018 al mese di agosto 2019. Un libro che raccoglie interventi pronunciati nell'aula della Camera e riflessioni pubblicate online su alcune delle questioni più importanti e di interesse generale: dal lavoro, al Sud, anzi ai Sud, dai migranti alla sanità, dal contrasto alla povertà alle politiche sociali. Per dar conto del lavoro fatto. E per dire che la comunità è una risorsa per la persona, che le fragilità dell'esistenza impongono politiche pubbliche adeguate, che la democrazia o è partecipativa o non è, che i corpi intermedi, le organizzazioni sociali, i movimenti, sono garanzia di libertà e portatori di esperienze e competenze da mettere in gioco, che sintesi è parola chiave della buona politica. E che nessuno dovrà essere lasciato da solo in fondo alla scala. Per rigenerare la politica, non abbiamo bisogno di eroi, ma dell'impegno di cittadini consapevoli che la costruzione del bene comune è ancora oggi la forma più alta e impegnativa di carità.
Dal quarto stato al quarto partito Conte Carmelo - Rubbettino, 2009 - Transatlantico
"Sono note sul "lavoro sporco" dei partiti storici, sul cambiamento del regime politico negli anni Novanta e sul ruolo della magistratura. Per il Capodanno del 1989, Cuccia inviò a Craxi un biglietto di auguri con una frase di Goethe "da oggi comincia una nuova epoca e voi potete dire di esservi stato presente". Era, a un tempo, un commento al crollo del Comunismo ed un segnale al "politico decisionista", l'uomo che avrebbe potuto guidare l'Italia, sostituendo all'agire dei partiti "l'agire del mercato". Da lì a qualche mese, accompagnato da un noto imprenditore, si recò nell'ufficio di Craxi, in piazza del Duomo, a Milano. Gli propose di disarticolare i partiti e di costituire, con l'appoggio del potere economico, il governo di mani forti, per assecondare la competitivita del capitalismo italiano, secondo la logica: lo Stato metterà i soldi, noi l'imprenditoria. Craxi rifiutò e finì in esilio, ma Cuccia non rinunziò al suo disegno e vinse."