G Libri
Libri di Titolo G editi da Casagrande pubblicati nella collana Scrittori
Prossime uscite della collana Scrittori
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255823186 La bellezza dell'asino e altri racconti
- 9791255822912 Un cuore bianco come un chicco di riso
- 9791255591429 Un normalissimo giorno di bucato
- 9791255591405 Se viviamo un'altra notte
- 9791255591245 Davanti a me tutta la vita
Giacumbert Nau. Libro e appunti dalla sua vita vissuta Tuor Leo - Casagrande, 2008 - Scrittori
Nelle montagne dei Grigioni, nel cuore della Svizzera, in una di quelle alte valli alpine dove si parla ancora il romancio, Giacumbert Nau fa il pastore. Detesta la gente, per questo si è rifugiato sugli alpeggi dove accudisce le sue capre e contempla i ripidi pendii così come l'evolversi della società, la decadenza del mondo rurale e la minaccia del turismo alpino. Ma la vita di Giacumbert Nau non è fatta solo di meditazioni e isolamento, c'è Albertina, una di quelle rare femmine che rendono la vita degna di essere vissuta, e a cui si darebbe la paga di un'intera estate.
Grit e le sue figlie Lerch Noëmi - Casagrande, 2024 - Scrittori
In fondo a una valle c'è un villaggio. I suoi abitanti raccontano una leggenda: raccontano che un tempo la valle non era una valle ma un deserto; l'unica cosa che ci cresceva era un pino. Sotto il pino, dice la leggenda, si erano incontrati due viandanti, una donna e un uomo. L'uomo si era innamorato, ma lei aveva continuato il suo viaggio. Allora lui si era messo a coltivare il terreno, e tanto lavorò da trasformare il deserto in giardino, sperando di farla tornare. Oggi nel villaggio, vicino al pino, vive una famiglia che sembra destinata a ripetere quella storia: è fatta di persone che, a un tratto, sentono l'impulso di partire - per inquietudine, per sfuggire a un malessere, per inseguire un uomo «con un viso da principe», per diventare qualcos'altro. Solo Wanda resta ferma: la fattoria dove cresce i suoi bambini - un piccolo mondo che «va da qui al pino e ritorno» - è diventata il perno intorno a cui si muovono, nei loro andirivieni, tutti i suoi famigliari: la sorella Iwa, il compagno Gunnar e soprattutto la madre, Grit. Dopo anni di assenza, Grit è ricomparsa e vive precariamente nella veranda di Wanda. Le due tacciono, lavorano, accudiscono i bambini. Giorno dopo giorno, dai loro silenzi riaffiorano, per cerchi concentrici, le vicende della famiglia, tra affetti e conflitti, tensioni e segreti; vicende che trovano un'eco nelle leggende tramandate nel villaggio, come se Grit e le sue figlie non facessero che portare avanti una lunga storia collettiva. Noëmi Lerch torna a raccontare la vita nel mondo rurale in un romanzo di scarno realismo dove tuttavia si avverte un'aria di fiaba: si fondono così - e sembra un prodigio - la saga famigliare e il racconto orale, il romanzo psicologico e le storie che si narravano attorno al camino, il quotidiano e il meraviglioso.
Gli occhi di mia madre Glauser Friedrich - Casagrande, 2005 - Scrittori
La vita di Glauser, noto in Italia come il "Simenon svizzero" per aver creato indimenticabili romanzi gialli, è una vita breve e in fuga. Orfano di madre a quattro anni, prigioniero di un'educazione rigida e ben presto costretto alla menzogna e alla fame, cinque tentativi di suicidio, ricoveri in manicomio, reclusioni e fughe, droghe, Legione Straniera, lavori saltuari, interdizione, Glauser è stato definito un «outsider estremo». Questi tre racconti autobiografici seguono un percorso che si addensa di nuvole spaventose e di fantasmi, ma rappresentano anche un cammino ricco di incontri e di situazioni, colori e sapori di un'epoca che solo un grande scrittore sa restituire con tanta forza e partecipazione. Orfano di madre, prigioniero di un'educazione rigida e ben presto costretto alla menzogna e alla fame, cinque tentativi di suicidio, ricoveri in manicomio, reclusioni e fughe, droghe, Legione Straniera, lavori saltuari, interdizione, Glauser è stato definito un «outsider estremo». «Ci sono ricordi che sembrano bolle cangianti», scrive Glauser. Ma a differenza delle bolle d'aria, i ricordi tornano ad assillare la sua mente. Per liberarsene non gli resta che raccontarli. Ecco dunque che lo scrittore registra sulla pagina tutti i propri fallimenti, senza autocommiserazione e senza toni disperati, anzi con un velo di ironia e con l'intento di non tradire nulla della verità. Tutto è paradossale e allucinato nella sua vita, sempre in bilico tra una salvezza continuamente cercata e il precipizio incombente.