G Libri
Libri di Titolo G editi da Deriveapprodi pubblicati nella collana Labirinti
Prossime uscite della collana Labirinti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257980139 Luoghi dove una non è...
- 9791257980085 Poesie di Svendborg
- 9791257980078 Piantaggine e anno domini MCMXXI
- 9791257980023 L'amore e la furia
- 9788866750017 Un religioso silenzio
- 9788865486955 Epoche e storia. Attraversando Marx e Heidegger
Gesù contro Barnao Charlie Bilotti Domenico - Deriveapprodi, 2024 - Labirinti
Gesù di Nazaret fu torturato e giustiziato dalle autorità del suo tempo, perché ritenuto colpevole di gravissimi reati. Era davvero un criminale? Esiste un legame tra il suo essere «uomo marginale», ai confini di culture diverse, e la sua condanna? In che modo il rapporto tra «cultura» e «diritto» ha riguardato la sua sorte? E, infine, quali sarebbero stati oggi gli esiti della sua vicenda giudiziaria? Questo libro propone un'iniziale risposta a tali domande, attraverso gli strumenti metodologici della ricerca scientifica: sul piano dell'analisi sociologica, del conflitto, della cultura, della devianza, dell'anomia; sul piano dell'analisi giuridica, del diritto canonico, ebraico e romano. La conclusione lumeggia e dichiara un clamoroso «indicibile». Gesù non è solo un deviante: è paradigma universale della devianza, della quale è divenuto archetipo da sempre e per sempre. È colui che per antonomasia devia dalle logiche di profitto, dall'acquiescenza alle regole di comodo, dalle pretese di ottemperanza travestite da norme consuetudinarie. E per conseguenza è colui che in ogni tempo e in ogni luogo trova e causa la propria condanna definitiva.
György Lukács. Cento anni di «Storia e coscienza di classe» Rametta G. (Cur.) - Deriveapprodi, 2024 - Labirinti
György Lukács è un clamoroso esempio di rimozione, agita contro una delle figure chiave del pensiero del Novecento e del marxismo. I cento anni dall'uscita del suo capolavoro Storia e coscienza di classe sono stati l'occasione per una rilettura, nella convinzione che costituisca uno dei pochi autentici classici della filosofia contemporanea. Il libro affronta il testo da una molteplicità di punti di vista, mostrando la ricchezza e la varietà dei problemi affrontati dal giovane Lukács, sottolineandone l'audacia e la novità. A una collocazione storico-filosofica dell'opera, particolarmente in rapporto a Hegel e al neo-kantismo, si accompagnano analisi comparative con altri classici della filosofia e del marxismo novecentesco (come Korsch, Bloch e Gramsci), il rapporto con la sociologia e il diritto, nel contesto dello straordinario significato storico-politico dell'opera. Gli autori del volume sono alcuni tra i massimi esperti del pensiero di Lukács a livello mondiale: Giorgio Cesarale, Rüdiger Dannemann, Patrick Eiden-Offe, Mauro Farnesi Camellone, Giacomo Gambaro, Bruno Karsenti, Konstantinos Kavoulakos, Gaetano Rametta, Falko Schmieder.
Gramsci. Il sistema in movimento Burgio Alberto - Deriveapprodi, 2014 - Labirinti
"Per molte importanti ragioni Antonio Gramsci è oggi inattuale. Vede nella storia il solo luogo nel quale sia possibile comprendersi, come individui e come soggetti collettivi. È quindi, direbbe il poeta, 'più moderno di ogni moderno', posto che la modernità nasce col sentimento di un nuovo tempo che comincia nel segno di grandi trasformazioni. Oggi il sentimento del tempo storico appare sradicato, e si direbbe imploso l'orizzonte di senso che sul suo sfondo si costituiva. L'idea che la storia sia uno 'svolgimento' coerente ci è estranea. Suona per noi come un che di scolastico e di astratto. Gramsci investe sulla forza delle organizzazioni del movimento operaio, delle quali, pure, scorge gravi limiti, dovuti all'inadeguatezza dei gruppi dirigenti e alla loro estraneità alla classe. Confida nella trasformazione rivoluzionaria e nell'avvento, anche in 'Occidente', di una 'nuova società', regolata dall'autogoverno dei corpi sociali. Alieno da qualsiasi determinismo, lo considera una 'necessità storica' perché ha fiducia nell'efficacia della volontà (della razionalità) collettiva. Nulla più di un simile ottimismo storico si direbbe, di questi tempi, lontano dal sentire comune. Ma la sua lettura della crisi ci riguarda, ci coinvolge. Come Marx, Gramsci pensa dialetticamente la crisi come conseguenza necessaria dello sviluppo, e come premessa di una transizione differibile ma non evitabile. È uno scenario che parla di noi. Da oltre un secolo l'Occidente è stabilmente in crisi..."