Gi Libri
Libri di Titolo Gi editi da Passigli pubblicati nella collana Le Occasioni
Prossime uscite della collana Le Occasioni
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788836818891 Il signor Procharcin
Giardino d'inverno. Testo spagnolo a fronte Neruda Pablo Bellini G. (Cur.) - Passigli, 2001 - Le Occasioni
"Jardin de invierno" è senza dubbio uno dei libri nerudiani di maggior significato. Vi si colgono infatti importanti novità e atteggiamenti radicati, che richiamano le "Residenze sulla terra", ma che, se permettono di affermare una sostanziale continuità della poesia di Neruda dal punto di vista problematico, pervengono in realtà a formulazioni artistiche pienamente originali, si presentano nuovi per simboli, metafore e valori cromatici. "Jardin de invierno" rappresenta, nella sostanza, un rinnovato e drammatico momento di ricerca, d'interpretazione di se stesso da parte del poeta e al contempo un ulteriore tentativo di comprendere il mondo, reperimento di una chiave sempre negata.
Giacomo Joyce Joyce James Gentili A. (Cur.) - Passigli, 2025 - Le Occasioni
Se è vero che gli anni di Trieste sono stati per James Joyce anni fondamentali e che l'amicizia con Italo Svevo ha certamente prodotto per entrambi risultati molto significativi, pare che proprio a una domanda di Svevo possa risalire l'origine di questa breve ma intensissima opera; infatti, lo scrittore triestino in una lettera del 1914, dopo aver parlato dei racconti di "Gente di Dublino" e del "Ritratto dell'artista da giovane", domandava a Joyce: «Quando scriverete un'opera italiana sulla nostra città?». Le brevi prose che compongono "Giacomo Joyce" sono probabilmente la risposta dello scrittore irlandese, e fin dal titolo l'opera insiste sull'acquisita italianità del protagonista, traducendo il nome natale James in Giacomo. Certo, la lingua della narrazione è pur sempre l'inglese dell'autore, che peraltro nel cognome non maschera neppure se stesso, cosa che può anche meravigliare, se si pensa che l'intera storia ruota intorno all'attrazione amorosa di un insegnante d'inglese - come lo era Joyce a Trieste - per una sua giovane allieva. Proprio questo ha forse fatto sì che l'opera restasse inedita durante la vita di Joyce. Alessandro Gentili, negli scritti critici che accompagnano questa sua traduzione, indaga sull'identità di questa donna, come aveva fatto prima di lui Richard Ellmann, il grande biografo dello scrittore irlandese e il primo a pubblicare "Giacomo Joyce": Amalia Popper? Annie Schleimer? Emma Cuzzi? Maria Luzzatto? Olivia Hannappel? Furono tutte allieve di Joyce in quegli anni e tutte restarono affascinate da quell'insolito e geniale insegnante. È probabile che ognuna di loro abbia concorso a creare la figura femminile che ha dato origine a questo «poemetto triestino», come lo definisce Stelio Crise, le cui movenze, in effetti, sono simili a quelle di un poema in prosa: una prosa affascinante, affilata e musicale che è già di per sé uno straordinario raggiungimento prima dello sperimentalismo linguistico dell'"Ulisse" e del "Finnegans Wake".