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Libri di Titolo M editi da Seb27 pubblicati nella collana Linea Teatrale
Mayno, il brigante della Spinetta. Intorno a un soggetto cinematografico di Armando Mottura e Pinin Pacòt Moretti G. (Cur.) - Seb27, 2008 - Linea Teatrale
Protagonista per quasi due secoli di romanzi, racconti, testi teatrali e copioni per marionette e burattini, Mayno della Spinetta il capo di una banda piuttosto vasta di briganti che agì nella zona dell'alessandrino piemontese dal 1803 all'anno della sua morte, per mano della gendarmeria francese, nel 1806: tre anni in cui diede filo da torcere alle truppe napoleoniche e irritò Bonaparte stesso, che Mayno sfidava ironicamente autonominandosi "Re di Marengo e Imperatore delle Alpi". Mottura e Pacòt si confrontano con la tradizione romanzesca e teatrale del "Brigante di Marengo", e aggiungendo o togliendo particolari avventurosi al catalogo degli aneddoti tramandati nel tempo, ci offrono uno sguardo semplice e popolare su Mayno che, in linea con la figura del "bandito sociale", rappresenta in fin dei conti l'aspirazione alla giustizia dei popoli oppressi.
Metamorfosi della rappresentazione. Shakespeare, Verdi e le marionette: storie di rimandi e tradimenti Cipolla Alfonso - Seb27, 2026 - Linea Teatrale
Un saggio che attraversa secoli di teatro alla ricerca della sua materia più viva e mutevole. Un gioco "alchemico" che intreccia cultura alta e tradizione popolare, drammaturgia e oralità, melodramma e burattini. Al centro, la capacità del teatro di reinventare le storie prima ancora che diventino "classici", in un dialogo serrato di rimandi, riscritture e tradimenti fecondi: filo rosso la lente deformante delle marionette. E allora Shakespeare senza Shakespeare. Verdi senza Verdi. Ma molto più Shakespeare di tanto Shakespeare. Molto più Verdi di tanto Verdi. Perché quello delle marionette è un teatro "teatrale" che rifugge dal mimetico e abbraccia l'eccesso, il grottesco, la meraviglia, non teme l'enfasi e la deformazione. Un teatro capace di imprimersi nella memoria, non per illusione del reale, ma per forza d'evocazione, rivelandosi una straordinaria testimonianza dell'inesauribile capacità del teatro di riformularsi incantando. Prefazione di Luigi Allegri.