Per Libri
Libri di Titolo Per editi da Feltrinelli pubblicati nella collana Scintille
Prossime uscite della collana Scintille
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282168151 Scintille per la scuola. Ambiente e sostenibilità. Parole e immagini
- 9791282168137 Però parlatene
- 9791258100024 Stella cadente la deriva autodistruttiva dell'economia
- 9788882276829 Sobrietà
- 9788882275389 La preghiera di Gesù
- 9788807175305 Il gioco del mondo
Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio Della Sala Sergio - Feltrinelli, 2025 - Scintille
Dimentichiamo. Tutti. Sempre. Anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì - e adesso non c'è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un'arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione. Sergio Della Sala - neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo e autore di raro equilibrio tra rigore scientifico e talento narrativo - ci invita a capovolgere la prospettiva. Non siamo creature difettose che perdono i pezzi: siamo esseri che ricordano proprio perché sanno dimenticare. Questo non è un libro sul miglioramento personale. Non vi insegnerà a "ricordare di più". Ma vi farà capire, con chiarezza e leggerezza, perché ricordare tutto sarebbe un disastro evolutivo e una tortura quotidiana. E perché, invece, l'oblio - tanto quanto la memoria - è una conquista della mente, un raffinato strumento di sopravvivenza, pensiero e libertà. Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell'oblio. Perché dimenticare non è solo umano. È - finalmente - intelligente.
Perché contare i femminicidi è un atto politico Columbro Donata - Feltrinelli, 2025 - Scintille
Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l'idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza. Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d'inchiesta e attivismo, Columbro esplora il modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione istituzionale della violenza di genere. In Italia, l'assenza di un registro ufficiale implica che la violenza sulle donne venga inglobata in statistiche più generali, rendendo difficile una lettura chiara del fenomeno. Per questo motivo, il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti femministi e dalle associazioni assume un'importanza cruciale. A livello internazionale, esperienze come quelle di Brasile, Argentina e Messico dimostrano quanto il monitoraggio dal basso possa essere efficace nel denunciare e contrastare il problema. Questo approccio rientra nel cosiddetto "femminismo dei dati", una prospettiva che vede nella raccolta e nell'analisi dei numeri uno strumento di giustizia sociale e attivismo politico, capace di sfidare le narrazioni ufficiali e proporre un cambiamento concreto. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è solo un'analisi tecnica, ma un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare significa dare visibilità a chi non ha voce. Contare i femminicidi non è solo statistica, ma un atto politico.
Per un mondo migliore. Colloqui con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos Habermas Jürgen - Feltrinelli, 2026 - Scintille
Che cosa significa dedicare un'intera vita alla filosofia? E quale ruolo può ancora avere il pensiero critico nelle società contemporanee? In questo suo ultimo libro Jürgen Habermas torna sui momenti decisivi della propria formazione e ripercorre,in forma di dialogo, le tappe di un itinerario intellettualeche attraversa oltre mezzo secolo di storia europea. Conversando con Stefan Müller-Doohm e Roman Yos, due tra i suoi più attenti biografi, Habermas racconta la propria giovinezza nella Germania del dopoguerra, gli anni all'Istituto per la ricerca sociale di Francoforte accanto a Adorno e Horkheimer, il confronto con latradizione filosofica incarnata da Gadamer a Heidelberg.Da questi incontri e da queste esperienze è nata una riflessione destinata a incidere profondamente sul pensiero contemporaneo con la teoria dell'agire comunicativo, la difesa della ragione pubblica, l'idea che la democrazia viva nel confronto argomentato tra cittadini liberi e uguali. Il dialogo offre anche l'occasione per tornare sui nodi teorici centrali dell'opera di Habermas: la critica del positivismo e della razionalità puramente strumentale, il rapporto tra linguaggio e società, il progetto di una filosofia post-metafisica capace di misurarsi con la modernità, fino ai temi di più urgente attualità quali la crisi delle democrazie liberali, i conflitti geopolitici e il destino dell'Europa. Ne emerge una sorta di autobiografia filosofica, nella quale l'ultimo dei grandi pensatori contemporanei riflette sul destino e sul ruolo, ancora necessario, della filosofia nello spazio pubblico. "Considero l'impegno a rendere il mondo anche solo un po' migliore, o almeno a contribuire a fermare la minaccia di regressione sempre incombente, una motivazione tutt'altro che disprezzabile." Postfazione di Luca Corchia.