Per Libri
Libri di Titolo Per editi da Rubbettino pubblicati nella collana Storie
Prossime uscite della collana Storie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791298518643 Non chiamateci poverine. Contro la retorica del racconto della violenza maschile sulle donne
- 9791259794154 Non tollerare gli intolleranti
- 9791259794147 Hungry. Ediz. italiana
- 9791259794123 La vera storia del finto balcone di Giulietta
- 9791259794031 La grande sospensione
- 9791259793881 Partigiane d'Europa
- 9791259793331 L'estinzione delle edicole. E la mutazione dei giornalai
- 9791259791009 Un passo al posto mio. Verso un futuro possibile
- 9791256148950 Caro agli dèi. Storia di Évariste Galois
- 9791256141357 Guido Boggiani. Sulle rive del grande fiume
Perché uccisero Mussolini e Claretta. La verità negli archivi del PCI Servello Franco Garibaldi Luciano - Rubbettino, 2012 - Storie
Chi ordinò la fucilazione di Mussolini, l'assassinio di Claretta Petacci e le sedici uccisioni di Dongo? Come fu possibile definire "gerarchi fascisti" un capitano d'aviazione come Pietro Calistri e un impiegato ministeriale come Mario Nudi? Quale organo giudiziario emise quelle sentenze di morte? Nessuno. A 65 anni dai fatti che determinarono l'esordio dell'Italia postfascista, è forse arrivato il momento di conoscere la verità. Vi si impegnano, con questo libro, Franco Servello e Luciano Garibaldi. Pezzo forte del libro è la riscoperta delle coraggiose e, per molti versi, sensazionali inchieste pubblicate sul "Meridiano d'Italia" tra le quali quella sull'oro di Dongo: la sua consistenza (pari a 600 milioni di euro odierni), chi se ne impossessò, chi assassinò il "capitano Neri", la partigiana "Gianna" e tutti gli altri che si opponevano alla grande rapina. Fu quell'inchiesta a segnare la sorte di Franco De Agazio, assassinato a Milano dalla "Volante Rossa". Il libro è arricchito da un testo fondamentale, fino a oggi ignorato: le dodici puntate-scoop scritte per il "Meridiano" da uno di coloro che avrebbero dovuto essere fucilati a Dongo e che riuscì invece a sfuggire alla morte, pur assistendo, nascosto tra la folla, all'atto di nascita - tra l'oro e il sangue - della Prima Repubblica. Prefazione di Aldo Di Lello.
Perché uccisero Mussolini e Claretta. Oro e sangue a Dongo Servello Franco Garibaldi Luciano - Rubbettino, 2009 - Storie
Chi ordinò la fucilazione di Mussolini, l'assassinio di Claretta Petacci e le sedici uccisioni di Dongo? Come fu possibile definire "gerarchi fascisti" un capitano d'aviazione come Pietro Calistri e un impiegato ministeriale come Mario Nudi? Quale organo giudiziario emise quelle sentenze di morte? Nessuno. A 65 anni dai fatti che determinarono l'esordio dell'Italia postfascista, è forse arrivato il momento di conoscere la verità. Da cui la riscoperta delle coraggiose e, per molti versi, sensazionali inchieste pubblicate sul "Meridiano d'Italia" tra le quali quella sull'oro di Dongo: la sua consistenza (pari a 200 milioni di euro odierni), chi se ne impossessò, chi assassinò il "capitano Neri", la partigiana "Gianna" e tutti gli altri che si opponevano alla grande rapina. Fu quell'inchiesta a segnare la sorte di Franco De Agazio, assassinato a Milano dalla "Volante Rossa". Il libro è arricchito da un testo fondamentale, fino a oggi ignorato: le dodici puntate-scoop scritte per il "Meridiano" da uno di coloro che avrebbero dovuto essere fucilati a Dongo e che riuscì invece a sfuggire alla morte, pur assistendo, nascosto tra la folla, all'atto di nascita - tra l'oro e il sangue - della Prima Repubblica.
Per un caso del destino. Una storia personale, 1938-1945 Rochlitz Imre Rochlitz Joseph - Rubbettino, 2026 - Storie
All'età di tredici anni, espulso dalla scuola e costretto a fuggire da Vienna in seguito all'Anschluss nazista, Imre Rochlitz si rifugiò presso parenti nella città croata di Zagabria, allora nel Regno di Jugoslavia. Nel gennaio 1942, appena diciassettenne, gli ustascia (i fascisti croati) lo arrestarono e "in quanto ebreo, essendo pericoloso per l'ordine e la sicurezza" lo internarono nel campo di sterminio di Jasenovac, dove scavò fosse comuni. In punto di morte, Rochlitz fu liberato grazie all'intervento straordinario di un generale nazista. Alla prima occasione, fuggì con alcuni familiari sulla costa adriatica della Croazia, allora occupata dall'Italia. Nella parte centrale del libro, Rochlitz descrive i loro rapporti con gli italiani e attribuisce la loro sopravvivenza - e quella di migliaia di ebrei rifugiati nei territori occupati dall'Italia fascista - al rifiuto di militari e diplomatici italiani di obbedire a Mussolini e di collaborare alla loro deportazione. Dopo l'Armistizio, si unì ai partigiani di Tito diventando ufficiale e veterinario militare, e partecipando al salvataggio di decine di aviatori alleati abbattuti. Nel 1945 fuggì dal regime comunista jugoslavo e raggiunse l'Italia meridionale liberata. Nel 1947, all'età di ventidue anni, emigrò negli Stati Uniti. Con numerose fotografie e documenti personali a supporto del racconto, questa eccezionale testimonianza affronta argomenti ancora relativamente poco noti e contribuisce a chiarire le complessità e le contraddizioni del conflitto e del genocidio nei Balcani durante gli anni di guerra. Il Journal of Genocide Research, una delle riviste più prestigiose del settore, lo ha definito «un capolavoro fra le memorie sull'Olocausto».