Ricordi Libri
Libri di Titolo Ricordi editi da Einaudi pubblicati nella collana Supercoralli
Ricordi del futuro Hustvedt Siri - Einaudi, 2019 - Supercoralli
In un giorno d'agosto del 1978 S.H. arriva a New York. Nel suo bagaglio di ventitreenne che non ha mai lasciato il Minnesota porta la laurea in lettere a pieni voti, un romanzo da scrivere, e la voglia di quelle avventure che solo la Grande Mela può offrirle. Dal suo minuscolo e squallido appartamento di Manhattan ogni giorno la ragazza parte all'esplorazione della città in compagnia di un taccuino e degli eroi del suo romanzo che prende forma. Finalmente può percepire con tutti i sensi quel mondo che sembrava esistere solo attraverso le parole dei suoi autori preferiti, e che ora è a portata di metropolitana. Anche se i primi giorni sono difficili, complice una dolceamara solitudine, S.H. sa che sta per vivere esperienze straordinarie, di quelle che hanno il sapore inconfondibile delle cene senza pretese tra amici, degli amori tormentati della giovinezza, della meraviglia di quotidiane iniziazioni. Quelle esperienze che, restituite a una pagina di diario, conservano la loro intensità per chi ne ha scritto il racconto. Proprio come succede a una S.H. oggi sessantenne, che ritrova il suo taccuino mentre riempie gli scatoloni per il trasloco dell'anziana madre in una casa di riposo. I resoconti autentici del suo «io di un tempo» liberano ricordi che S.H. credeva imprigionati nelle segrete della memoria: le chiacchierate con Whitney, l'amica che la chiamava «Minnesota», la tragica fine dell'amore con Malcolm Silver - era poi amore? -, le indagini di Ian e Isadora, i suoi personaggi rimasti per sempre nel limbo dei romanzi potenziali. E, in un sottofondo ostinato, le cantilene struggenti della vicina Lucy Brite, un'entità fatta di sole parole, fino alla sera in cui la donna irrompe nell'appartamento di S.H. e la salva da un'aggressione, determinando il futuro corso degli eventi. «Ricordare è cambiare», scrive Siri Hustvedt, consapevole che il passato è incostante, e assume una sfumatura diversa ogni volta che ci giriamo a guardarlo. "Ricordi del futuro" è il racconto di quelle sfumature, effimere perché solo attraverso la narrazione possono svelarci qualcosa di piú sul presente. E su ciò che siamo.
Ricordi dormienti Modiano Patrick - Einaudi, 2018 - Supercoralli
Un giorno, sul lungosenna, Jean perde l'equilibrio: dalla riva del presente precipita in un vortice di ricordi che credeva perduti. Anche se il tempo ne ha sfumato i contorni, a Jean tornano in mente numeri di telefono inventati, fermate del metrò, dediche scritte con l'inchiostro blu. Ma i dettagli più irrisori sono indizi per ritrovare le donne che Jean ha incontrato e che ora, come spettri evanescenti, eludono la sua presa nel labirinto della memoria. Nelle piante le gemme dormienti rimangono a riposo anche per diversi anni - fino a cento nella quercia - e si schiudono un giorno, per caso. Ai ricordi di Jean succede la stessa cosa: il titolo di un libro intravisto su una bancarella del lungosenna basta a destare le immagini di un passato che credeva di avere smarrito. Come trasportato da una nuvola di impalpabile malinconia, Jean ritorna così alla Parigi della sua giovinezza, alle passeggiate della domenica pomeriggio, agli incontri nei caffè all'alba, agli arrondissement deserti nel caldo d'agosto. Scene, dettagli, parole che scortano il protagonista ad appuntamenti con fantasmi in bianco e nero, lo investono di paure dimenticate, lo seducono con fughe da porte secondarie e dedali di strade parigine in cui nascondersi. La geografia dei luoghi si fonde con i ritratti sfuggenti di donne dal fascino sibillino: Martine, Mireille, Geneviève, Madeleine, la signora Hubersen, una ragazza di cui Jean omette il nome perché coinvolta in un misterioso delitto. E proprio come se avessero commesso un crimine in preda a un raptus emotivo, i ricordi del narratore - che a volte sembrano tanto coincidere con quelli dell'autore - non implorano né oblio né perdono, bensì l'impunità immeritata che il tempo garantisce anche ai piú feroci assassini. Ma non c'è una legge dei ricordi a sancirne la prescrizione: in questi casi non resta che rinviarli al giudizio inappellabile della nostalgia.