S Libri

Libri di Titolo S editi da Abe pubblicati nella collana Paesi Della Campania

LIBRO   9788872973752

Summonte viaggio nelle storie: il borgo della torre angioina. Vol. 1 Giuditta Pasquale   -  Abe, 2025  -  Paesi Della Campania

Occorre andarci a Summonte per rendersi conto del perché gli Angioini decisero di costruire, proprio lì, la più bella torre di tutto il Principato di Benevento... Doveva essere unica quella torre, come unica è la posizione di Summonte: luogo di fascino che domina un territorio di grande bellezza. Vabbè, il massimo sarebbe arrivarci come è accaduto al sottoscritto, cioè essere accolto dal sindaco che ti accompagna a visitarla Summonte. Stimo i sindaci, poiché riconosco in loro la sublime arte della Polis... l'arte del governo. Niente propaganda, i sindaci non possono perdere tempo in ideologie e vanità; loro stanno in trincea, debbono confrontarsi quotidianamente con i bisogni e i desideri dei cittadini. Devono sgobbare i sindaci. Se poi trovi un sindaco che dimostra una buona dose di cultura generale, ha svolto ruoli politici nazionali di rilievo, è stato dirigente del Ministero delle Politiche Agricole, occupandosi di promozione dell'agroalimentare italiano anche in ambiti internazionali... se poi quel sindaco possiede pure un bel carattere gioviale, insomma è simpatico... se poi riscontri che è davvero innamorato della propria terra... ebbene, debbo confessarvi che la mia visita a Summonte ebbe del sublime. Anche per il cibo: si mangia parecchio bene da quelle parti. Pasquale Giuditta è stato il Sindaco di Summonte, oltre ad aver fatto il Deputato e tutto il resto di cui ho detto qualche riga fa. Mi ha colpito fin dal primo incontro, e poi ci siamo rivisti e risentiti diverse volte. Si è creato un feeling naturale tra noi... e stima reciproca. Ora ha deciso di raccontarci, oltre che del proprio territorio, un po' di faccende sue. Ha fatto bene. Chi si è speso per il bene comune deve diffondere la sua storia e la propria visione. Abbiamo sempre più bisogno di contaminazioni positive... e Pasquale dovete prenderlo come un ottimo contaminatore. Dunque, lasciamoci contaminare e leggiamo curiosi questo libro. Ben scritto, oltretutto. Oscar Farinetti Scrittore italiano e imprenditore Fondatore della catena EATALY

€ 26.00 € 31.00
LIBRO   9788872971314

S. Angelo a scala. San Silvestro e l'Incoronata di papa Paolo IV (nuova serie) Ciriello Oscar   -  Abe, 2023  -  Paesi Della Campania

C'è da dire che fino a qualche anno fa la storia dei nostri paesi era solo nei racconti degli anziani. Poi, credo almeno trent'anni fa, quello che era un giovane sbarbatello come Bascetta, diede vita ai primi libri concreti sull'Incoronata e San Silvestro, sostenendo, ieri come oggi, che Sant'Angelo a Scala fu il primo luogo abitato della Montagna. Anzi, debbo aggiungere, che Arturo si sbilanciò oltre, sostenendo che il Beato Giulio fondatore della nostra Incoronata dei Carafa non fosse il «Giulio di Nardo» esposto a Montevergine, che nel 1900 gli anziani di Lioni riconoscevano come conterraneo chiamandolo «Giulio Colantuono da Lioni», per la provenienza dal Goleto. Non c'era insomma nulla in comune con fra' Giulio Nardonensis e il compagno fra' Giovanni Figarola: i due eremiti che misero la prima pietra per conto dei Camaldolesi sul Monte Vallatrone. Un sottile scontro religioso e politico che terminò con la distruzione dei Francesi del comandante Sigismondo Hugo, padre del celebre Victor, e il saccheggio delle opere d'arte marchiate, dei marmi, dei registri e delle maioliche che Donato Massa di Pietrastornina, coautore del Chiostro napoletano di S.Chiara, aveva realizzato per l'Incoronata e per altre chiese di S.Angelo, Pietrastornina e Avellino, ai cui devoti, dopo la soppressione dell'eremo, tornarono gradini e altari scolpiti. A questa e alla riscoperta di altre storie che, per amore per i nostri paesi, Bascetta dedica praticamente la sua vita, dobbiamo molti libri pubblicati che spesso stravolgono la 'linea' ufficiale, alla luce di infiniti documenti che spuntano dai polverosi archivi. Non a caso, anche in questo testo, come appare dalle stesse pergamene verginiane, si sottolinea che vi fu la prima chiesa di un precursore greco, detta del preposto e sita a Campora di Rotondi, dedicata alla madonna di Costantinopoli, e poi un'altra proprio qui, dedicata a S.Maria, con i primi beni donati dai sostenitori di Summonte, forse ancora prima che nascesse il monastero montano. Negli ultimi anni, di pari passo ai lavori storici, anche il nostro Oscar Ciriello, architetto di professione, partendo dalle mappe, si è cimentato soprattutto nelle ricostruzioni delle chiese e, grazie alla tecnologia, è arrivato a riprodurre modelli tridimensionali anche dell'Incoronata. Questi successi, dettati dall'amore per le cose belle, fanno di S.Angelo la orgogliosa patria di tante eccellenze, in tutti i campi, oltre che nella storia antica, essendo altresì patria di due papi. Non a caso a breve uscirà un altro lavoro di Bascetta in cui, grazie al rinvenimento di alcuni documenti beneventani, si dimostra che «S.Silvestro in oppido di S.Angelo a Scala» fu una delle 12 abbazie mitrate generate dalla fondazione del S.Spirito a Benevento, prima che venisse assorbita in commenda da S.Sofia e poi da M.Vergine. La nostra storia, lunga mille anni, è quella della colonia del Principato che l'ha abitato proprio qui, per la prima volta, sul versante di una timida e originaria «Villino». Ma S.Angelo restò sempre legata all'antica Atripalda beneventana, rappresentando il cuore di questa immensa Montagna che, con S.Silvestro prima e l'Incoronata poi, è e resterà motivo di vanto e di orgoglio per noi e per la memoria dei nostri avi. Carmine De Fazio.

€ 26.00 € 31.00
LIBRO   9788872972007

Storia di Teora, Tigano e Viara: nelle terre scippate dai Balbano all'abbazia dei Franchi e annesse al tribunale dei Lombardi di S.Angelo nel 1093, a cui seguirono il Castrum degli Svevi e il comune del 1300 Bascetta Arturo   -  Abe, 2025  -  Paesi Della Campania

La tradizione vuole che Teora, nel corso dei secoli, abbia seguito Conza nel corso dei secoli, essendo stata considerata suo casale. Si è poi capito, nel corso degli ultimi anni, che Teora potrebbe essere stato un feudo a sé, preesistente sul territorio poi detto Irpinia, laddove giunsero i Conzani, provenienti dall'antica Conson dei romani, a rifondare Conza dopo l'invasione dei Lombardi e del papa che, a far data dal 1093, rifondarono il Regno d'Italia di Pavia, liberando il Sud dai bizantini e dagli imperiali, che diffondevano il rito greco, a danno di quello apostolico e romano. Da qui la necessità di rifondare una diversa Lombardia Meridionale, cioè un nuovo principato avverso alla Langobardia Minor dei Longobardi dell'Apulia di Verola Vetere, che ebbe sede prima a Barola Nova (poi Manfredonia) e, dopo il sisma e la inviasione imperiale del 1101-18, a Baruletta, a cui aggregare una serie di nuove diocesi di esclusivo rito degli apostoli. Fu questa la nuova capitale dei Lombardi fino alla uccisione del Re Corrado a Florentia nel 1101, quando cominciò la guerra con gli imperiali sostenuti a sud da Ruggero Borsa, contro il fratellastro Boemondo di Canosa, filo bizantino, sostenitore del Principe Tancredi per la nascita del Regno di Neapolis. Solo allora Teora si ritrovò nella nascente arcidiocesi di Conza che i nuovi conquistatori, giunti dal Mare Infero, dove era anche la Conza romana descritta da Tito Livio, rifondarono la nuova città sottomessa all'arcidiocesi di Salerno. In queste pagine così ricche di eventi, l'Autore non si smentisce. Egli legge, trascrive e commenta i toponimi originari tratti dalle pergamene di oltre dieci monasteri, accompagnando il lettore nel ragionamento dello studioso incallito. È questo un libro da conservare, su cui riflettere, ogni tanto, su come così repentinamente, potevano e possono cambiare le condizioni di vita di interi popoli, ora immensi, ora ridotti a seguire un capobastone alla ricerca di un pezzo di terra per rifondare, ovunque sia possibile, la città della propria stirpe. La diocesi di Conza del Principato di Sala Consilina resterà per dieci anni sottomessa a Novas, l'urbe del Principato e Ducato di Amalfi che durerà dal 1101 al 1111, lasciando il passo poi a Salerno. Ma questo accadrà solo quando Borsa sarà assassinato perché s'era messo in testa di fare il vicario di Dio, in un regno che sarà solo del figlio dell'uomo che lui aveva ucciso: Ruggero II Altavilla. Questo succoso libretto analizza meticolosamente le condizioni della vita feudale di Teora e Conza, quando padrone dei feudi era un solo signore che darà origine alla lunga dinastia dei Gesualdo e della loro Contea. I vari Conti e nobili che si susseguirono in questa parte del Principato di Salerno, poi assoggettata ad Avellino, daranno vita a un vivace territorio di cui sono stati riassunti luoghi, mestieri e abitanti, nonché chiese, preti e benefici, della università comunale. Sono le vicende storiche della grande Diocesi conzana dei Salernitani che diede vita all'attuale Teora, i cui abitanti sono per certo i discendenti dell'antica Tegora. Arturo Bascetta, con questa sua opera, dà legittimazione e validità storica alla realtà di allora. Una ricerca, quella del Nostro, che ci fornisce una conoscenza, diretta e più vera, di momenti della storia irpina, non sempre esplorati con sistematicità e metodologie aggiornate e accurate, che termina con una nota di colore su tutti gli elettori di fine secolo, con i mestieri di commercianti, esercenti e artigiani delle arti e professioni.

€ 39.00 € 44.00