S Libri
Libri di Titolo S editi da Carbonio Editore pubblicati nella collana Zolle
Specchio delle mie brame. Pregi e difetti del narcisismo Blackburn Simon - Carbonio Editore, 2019 - Zolle
Sicuri di sé, compiaciuti, perennemente affascinati dal proprio riflesso nell'acqua; assetati di applausi; smaniosi di rendersi protagonisti con l'ennesimo selfie: le forme che può assumere il narcisismo sono tante, e tutte innegabilmente odiose. Ma l'amore di sé è sempre un deplorabile nemico e un male da cui tenersi alla larga? O potrebbe anche rivelarsi il punto di partenza per una vita più sana? Attingendo dai miti greci, dalla cultura popolare e dalla storia della filosofia e intrecciando una riflessione che spazia da Aristotele, Platone, Rousseau, Kant, Hume, Iris Murdoch alla chirurgia plastica, alle pubblicità patinate e alle tante forme di mercificazione sociale, Simon Blackburn esplora i complessi fenomeni che circondano il sé e il rispetto di sé, offrendo intuizioni profonde su concetti come orgoglio, ambizione, vanità, autenticità. Perché, fa notare Blackburn, a volte guardarsi allo specchio può essere anche indice di lodevole coraggio e di grande sincerità verso se stessi.
Sei malattie dello spirito contemporaneo Noica Constantin - Carbonio Editore, 2017 - Zolle
Lo spirito dell'essere umano non è sempre se stesso, saldo e immutabile. Si può ammalare, e perciò può cambiare, a seconda non solo del suo destino individuale, ma anche del periodo storico e del contesto in cui l'individuo si trova. E per ammalarsi le direzioni sono due: l'atrofia e l'ipertrofia. Lo spirito o rimpicciolisce, o cresce troppo. Partendo da questa intuizione, Constantin Noica - filosofo quasi eretico, quasi maledetto del Novecento europeo - esamina le malattie dell'uomo contemporaneo: Don Chisciotte e Faust illustrano il tormento di non poter agire in accordo con il proprio pensiero; Don Giovanni, o l'esasperazione del destino individuale che non riconosce più alcun ordine generale; Tolstoj, o l'annullarsi dell'individuo nella storia; e infine le creature di Beckett, che rappresentano l'assenza di determinazioni, la malattia del non-atto.