S Libri
Libri di Titolo S editi da Cartacanta pubblicati nella collana I Passatori
Se scendevi per strada Giustolisi Daniele Rondoni D. (Cur.) - Cartacanta, 2019 - I Passatori
«Daniele Giustolisi ha un'anima musicale e uno sguardo che mantiene una fanciullezza che ai nostri tempi - abitati da europica vecchiaia, da culturame stanco - parrebbe quasi abnorme. Una musica e una fanciullezza tutt'altro che ingenue, ma calibrate al fuoco della vita e dello studio. Una poesia che traversa luoghi interiori ed esteriori senza fingere di non vedere la malora che li abita, la disperanza che li corteggia, i contrasti. Ma una poesia che non viene meno all'unico suo vero compito: il canto della umana condizione, mai fissata in un'unica opzione o tensione, ma drammatica, viva, esposta. Giustolisi è un osservatore, in una sospensione che sta trovando il suo tono, tra i battiti ormai classici della beat generation e quelli della più duratura lirica italiana. E non separa mai sé stesso in modo netto dall'andare delle cose. È dantesco ed è blade runner, insomma. E abbiamo bisogno di poeti così per evitare all'arte della parola umana la chiusura in accademiette, piccoli circuiti mentali e sentimentali, asfissie del ritmo. La sfida che lo attende è grande. Ma lui lo sa». (Davide Rondoni)
Santa ricchezza Babini Lorenzo Rondoni D. (Cur.) - Cartacanta, 2016 - I Passatori
Una grande commedia del senso, fisico e affettivo, dell'altro. Del corpo dell'altro. Verrebbe quasi da chiamarla tragedia, vista la intensità e l'aura di fatalità con cui il nuovo poeta Babini, fedele a una idea radicale di scrittura, affronta questo vero "scandalo" della nostra epoca: il corpo dell'altro. L'uomo monade, l'uomo solo, sognato da filosofi e legislatori è una farsa, un pupazzo grottesco, non c'è io senza dire tu. Perciò questo libro, scarno, duro, tragedia non è. Qui vanno in scena in un panorama d'esilio, come nelle stanze nude di un amore e in trasfigurati luoghi natali, i movimenti primari, stupefatti e scabri, di chi scopre la santa ricchezza della presenza dell'altro, la sua corporale, fragile istanza. E insieme il dolce e pure violento invito a essere noi stessi, a conoscere anche i fantasmi che ci abitano. (Davide Rondoni).
Sua altezza di baci Laudace Eva - Cartacanta, 2018 - I Passatori
«Da sempre l'amore per me è un atto migratorio gentile si alza e se ne va». "La voce di Eva Laudace è la voce elegante di questa estrema epoca dell'abbandono. Viaggiate in questo libro fiorito e funesto e avrete fucilate in petto, vi trapasserà da parte a parte con lame gentili e feroci. Avrete gli occhi lucidi di pianto e di allucinazione dura e felice. Eva vive e dà voce all'epoca dove ogni abbandono (evitabile o no) sembra confermare con più durezza a ogni colpo una specie di abbandono anteriore, radicale. Uno sperdimento nell'universo. Un abbandono ontologico, direbbero i filosofi. Come se una mano ci avesse scagliato in questo strambo posto e poi si fosse ritirata. O questa mano avessero ormai occultato e sfregiato, da sembrare irreperibile, negata. Questa scena dove si alterna, in sottofondo, il cupo rintocco dell'abbandono e la grazia delle sue rare sospensioni con la vitalità estrema, preziosa, di certi scorci, è abitata dalla poesia di Eva, tra buie radiosità alla Achmatova e sommessa cantabilità italiana, con pena, lucidità, spasmo. E con il segreto e, a tratti, bambinesco entusiasmo di chi forse ritiene che l'epoca totalitaria dell'abbandono non sia l'unico orizzonte in cui vivere. Che ci sono segni (elementari e fragili come la madre o sperduti in strani pozzi di senso come il padre o certi minimi gesti) che rovesciano il mondo dell'abbandono in un luogo nudo dove dire "grazie", dove attestare sempre nuove formazioni dell'amore." (Davide Rondoni)