S Libri

Libri di Titolo S editi da Lietocolle pubblicati nella collana Soloventi

Prossime uscite della collana Soloventi

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791259973306 Sconosciute
  • 9791259972743 La vita ricamata
  • 9791259972736 La domanda abitata
LIBRO   9788878489820

Scarpe di vetro Zanobini Zelda S.   -  Lietocolle, 2024  -  Soloventi

«Nel saggio "Le dee dentro la donna", la psichiatra e analista junghiana Jean Bolen definisce - attraverso i riferimenti alle figure archetipiche di Sekhmet e Khali - il principio dell'Ira Trasformatice, simbolo dell'indignazione e della rabbia in situazioni nelle quali prevale l'ingiustizia. Viene così a generarsi uno stato di collera di fronte all'intolleranza e all'indifferenza verso la sofferenza altrui, e sono - tipicamente - le donne ad infuriarsi e a protestare contro l'inammissibile [...] Il pensiero corrente attribuirebbe alla sola stagione adolescenziale e giovanile la liceità dello stato di rabbia, nonostante il saggio di Bolen, osservi ancora che "nella folta schiera delle divinità archetipiche, alcune di esse, soprattutto quelle legate alla saggezza, sembrano attivarsi nelle donne quando raggiungono la maturità". Non è quest'ultimo il caso di Zelda, il cui sentire indignato - lo ha sottolineato più volte - esiste da sempre; tuttavia la sua la decisione di scriverne in versi, recente, in qualche modo ci autorizza ad avvicinare a questa condizione anche Scarpe di vetro, con le sue nove sequenze riferite ad altrettanti moti del disgusto che l'autrice riserva agli sfregi perpetrati dall'uomo ai danni del bello e del bene» (dalla prefazione di Augusto Pivanti)

€ 12.00
LIBRO   9791259973306

Sconosciute Pivanti Augusto   -  Lietocolle, 2026  -  Soloventi

"Il poeta osserva la vasta geografia di un femminile appena scorto, filigrane che lasciano intravedere solitudini, vastità, silenzi, pensieri aeriformi. Sono corpi che ammirano, che vivono l'istante, che anelano a un futuro? Non possiamo saperlo. Possiamo però ritrovarci nell'ordito di storie sconosciute, perché la storia delle donne è la storia della Grande Madre che tutto genera e dalla quale tutti proveniamo. C'è da chiedersi: è di me che parla? È di noi (del femminile tutto) che tratta? Possiamo parlare di biografie d'invenzione? Oppure di pretesti autobiografici? Sì, perché in fondo Sconosciute parla di tutte noi: di possibilità altre, di varchi e sliding doors improvvise, di fondali da cui emergere o nei quali tuffarsi per meglio comprendere, per meglio conoscersi. Ecco profilarsi una molteplicità di geografie interiori, prismatiche nella loro pluralità: racconti muliebri, sempre diversi mai uguali, come mai uguale è l'immaginario del poeta che scruta, traccia, disegna, incanta. Reinterpreto le parole di Adriana Cavarero nel saggio Tu che mi guardi, tu che mi racconti: tutte le sconosciute vengono a testimoniare le varie forme in cui un individuo può ricevere la sua narrazione, il proprio ritratto. Sconosciute sembra voler suggerire che tutte/tutti siamo dotati di storia, ma non possiamo arrivare a conoscerla fino a che qualcuno non sia disposto a raccontarcela." (dalla postfazione di Simona Garbarino)

€ 12.00
in pubblicazione
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