S Libri
Libri di Titolo S editi da Longo Angelo pubblicati nella collana Memoria Del Tempo
Sotto il manto delle favole. La ricezione di Fulgenzio nelle opere di Dante e negli antichi commenti alla Commedia Albi Veronica - Longo Angelo, 2021 - Memoria Del Tempo
Rispetto alle precedenti opere di Dante, nella Commedia la mitologia classica è prepotentemente presente. Che tale patrimonio di miti e personaggi sia giunto a Dante principalmente attraverso la lettura dei poeti classici è fuor di dubbio; tuttavia, esso avrebbe potuto essere mediato efficacemente anche da opere specialistiche, come quelle di Fulgenzio, erudito tardo-antico cui si devono un commento allegorico all'Eneide (Expositio Vìrgilianae continentiae) e una raccolta di miti antichi (Mitologiarum libri tres), anch'essi interpretati allegoricamente: testi ampiamente circolanti nel Medioevo, e che autori come Boccaccio e Petrarca sicuramente possedevano nelle proprie biblioteche. Stabilire se Dante - che non cita mai Fulgenzio - fosse a conoscenza di tali opere e se queste l'abbiano in qualche modo influenzato è una vexata quaestio, che il presente volume intende nuovamente indagare a partire dall'esame della tradizione manoscritta, perimetrando gli ambiti e i contesti di maggiore diffusione di quegli importanti testi. Il saggio analizza alcuni luoghi del Convivio (IV.xxiv-xxvi) e della Commedia (Inf I, IX, XXV) in cui la possibile influenza di Fulgenzio diviene non solo plausibile, ma tangibile, allo stesso tempo verificando se ci fossero altri testi in grado di mediare fino a Dante citazioni tratte dalle opere fulgenziane, in particolare il commento all'Eneide di Bernardo Silvestre e quello alla Consolatio boeziana di Guglielmo di Conches. È attraverso questo costante confronto con i possibili intermediari - condotto soprattutto attraverso i riferimenti a Fulgenzio reperibili nei commenti alla Commedia realizzati tra il Trecento e i primissimi anni del Quattrocento - che si giunge a ipotizzare la penetrazione di porzioni dei Mitologiarum libri entro alcuni dei commenti che corredavano i classici, in particolare le Metamorfosi di Ovidio, e che si arriva a ridimensionare l'importanza, in ottica dantesca, di testi come il commento di Bernardo Silvestre, finora ritenuto ben più popolare.
Semiotica dantesca. Profetismo e diacronia Palma Di Cesnola Maurizio - Longo Angelo, 1995 - Memoria Del Tempo
Questo studio intende offrire un itinerario ragionato attraverso il profetismo dantesco, le cui tappe principali sono rappresentate dalle grandi profezie politiche della "Commedia", modellate sui tre vaticini augustei dell'"Eneide" e sulla quarta "Egloga" virgiliana. Si è voluto capire che cosa potesse celarsi dietro le mutevoli strategie autoriali che il testo permette di restituire. Ne è risultata l'immagine di un Dante "profeta", estremamente abile nel dominare tutti i registri di un genere nel quale eccelle. nell'Italia centrale.
Scrivere un libro di novelle. Giovanni Boccaccio autore, lettore, editore Battaglia Ricci Lucia - Longo Angelo, 2013 - Memoria Del Tempo
Quando, verso la fine della sua vita, si accinse a redigere quella che era destinata a diventare l'edizione definitiva del "Decameron", l'esperto editore di opere proprie e altrui Giovanni Boccaccio scelse la forma di libro propria dei libri scientifici universitari, la stessa da lui adottata per il coltissimo repertorio mitologico scritto in latino registrato sotto il titolo di "Genealogia deorum gentilium". Fin dalla prima uscita dell'opera, l'operazione è risultata incomprensibile, così che nel corso dei secoli i lettori, i copisti, gli editori, i critici hanno in vario modo contribuito a cancellare quella scelta, finendo per offrire una lettura del libro che di fatto privilegiava la dimensione ludica delle novelle, trascegliendo, magari, le più sboccate e licenziose e obliterando, se non addirittura smontando, il complesso montaggio messo in atto dall'autore per inserire ogni singola novella in un discorso argomentante teso a proporre precise modalità di lettura dei cento racconti. La vera e propria rivoluzione che ha profondamente modificato in questi ultimi anni gli studi su Boccaccio permette oggi di tentare una riflessione complessiva sul "Decameron" a partire proprio dalla forma di libro scelta dal suo autore. "Scrivere un libro di novelle" intende guardare al capolavoro del Certaldese adottando le indicazioni di lettura imposte dall'edizione d'autore.