S Libri
Libri di Titolo S editi da Luiss University Press pubblicati nella collana Nautilus
Prossime uscite della collana Nautilus
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255481720 Le ragazze della reginella. Donne, mare e guerra in Adriatico
- 9791255481669 La Zorg. Una storia di avidità e brutalità che spinse all'abolizione della schiavitù
Summa Technologiae. Scritti sul futuro Lem Stanislaw - Luiss University Press, 2023 - Nautilus
"E così, le tecnologie m'interessano - come dire? - per forza di cose, giacché una determinata civiltà comprende sia tutto ciò che la collettività aveva desiderato, sia ciò che non era intenzione di nessuno." È il 1964 quando Stanislaw Lem, tra i maggiori scrittori di fantascienza e non solo del Novecento, e il più grande nella sua lingua, il polacco, scrive così nelle prime pagine della Summa Technologiae. Di cosa si trattava? Non di un altro romanzo, ma di una raccolta di riflessioni, saggi e scritti teorici nei quali l'autore di Solaris, coniugando la fantasia e l'eleganza del narratore con la finezza del filosofo e l'esattezza dell'ingegnere, andava a caccia dei segni che avrebbero consentito a lui e ai suoi lettori di decifrare il domani. Un domani che Lem preconizzava permeato dall'enorme sviluppo tecnologico, il cui impatto sull'umanità avrebbe mostrato e anticipato in queste pagine. Dalla "intellettronica" alla "fantomatica", quelle che oggi chiameremmo realtà virtuale e intelligenza artificiale, dal sovraccarico di informazioni alle microtecnologie, dalla relazione tra le macchine e la verità e fino alla possibilità di cercare o creare nuovi mondi, è difficile scorrere le pagine della Summa senza avere la strana sensazione di tenere tra le mani il rapporto scritto magnificamente da un misterioso viaggiatore del tempo, da un personaggio uscito direttamente dalla science fiction tanti anni fa e venuto a visitare la nostra era. E tuttavia il libro di Lem, arguto, profondo, ironico, visionario, non è soltanto una raccolta di profezie che in gran parte si sono avverate (le altre, supponiamo, si realizzeranno nei prossimi decenni). Non è nemmeno una storia fantastica, né uno studio particolarmente lungimirante sulla tecnologia, ma non è nemmeno un'allegoria sociale o una brillante analisi filosofica. È tutte queste cose insieme, e anche di più: è il racconto inesauribile della mente umana alle prese con la più grande risorsa a sua disposizione - il futuro.
Storia d'amore di alluminio e caffeina Schnapp Jeffrey T. - Luiss University Press, 2026 - Nautilus
"Gli oggetti industriali possono sembrarci senza memoria, e dunque riconducibili alle loro mere funzioni. Questa concezione priva il mondo materiale della sua vera densità: di quelle sottilissime incrostazioni di intenzione e invenzione, fantasia e ideologia, tradizione e accidente, che - come una storia di famiglia - un oggetto porta con sé nell'arco della sua esistenza". A volte basta un solo oggetto per raccontare un intero secolo. Nel caso della Moka, sembra quasi che alluminio e caffeina fossero destinati a incontrarsi: due elementi nati lontani che, una volta accostati, appaiono immediatamente fatti l'uno per l'altro. Il loro primo incontro avviene nell'Italia degli anni Trenta: è l'inizio di una storia d'amore che si intreccia con quella del Paese, del design, del progresso e dell'industria. In questo saggio Jeffrey Schnapp, tra i più autorevoli storici del design industriale, lega questi materiali ai grandi ideali del Novecento: da un lato la caffeina, emblema dell'iper-produttività; dall'altro l'alluminio, il metallo dell'innovazione. Il punto di svolta è la loro fusione nella Moka Express, la celebre intuizione di Alfonso Bialetti: un oggetto capace di incarnare modernità, slancio creativo ed eleganza accessibile. Attraverso la Moka Bialetti, Schnapp ripercorre le tappe della cultura industriale italiana: da oggetto domestico e simbolo dell'autarchia fascista, la Moka diventa nel dopoguerra emblema del rito quotidiano, del lavoro e dell'eccellenza del Made in Italy. Oggi, con oltre 220 milioni di esemplari venduti, ha conquistato il mondo grazie a un equilibrio sottile tra cultura e design. Del resto, come ricorda Schnapp, gli oggetti industriali non sono mai solo funzioni: sono desideri, trasformazioni, mode e piccoli gesti d'amore.
Storia delle stelle Smith Adam - Luiss University Press, 2026 - Nautilus
"La meraviglia, pertanto, e non l'aspettativa di ottenere vantaggi grazie alle sue scoperte, è il primo principio che spinge l'umanità allo studio della Filosofia, la scienza che pretende di svelare i legami nascosti che uniscono le varie apparizioni della natura; e l'umanità persegue questo studio per sé stessa, come piacere o bene originario, senza prendere in considerazione la sua tendenza a procurarle gli strumenti per ottenere altri piaceri." C'è una forza che attraversa i secoli e i cieli: è la meraviglia, sentimento suscitato da ciò che è nuovo, insolito e straordinario, e che è il propulsore della conoscenza umana. Questa l'idea al fondo della Storia delle stelle (History of Astronomy), che Adam Smith, poco più che ventenne, iniziò a comporre nel 1744 e che vide la luce solo più di mezzo secolo più tardi e dopo la scomparsa del filosofo scozzese, grazie agli amici che curarono l'edizione delle sue carte inedite. La forma apparente di trattato astronomico non deve ingannare: in queste pagine, dense e limpide, Smith osserva i movimenti del firmamento, leggendovi di riflesso la storia di come gli esseri umani cerchino irriducibilmente di placare la loro sete di conoscenza. La storia dell'osservazione degli astri, così, diventa nella Storia delle stelle un piccolo trattato sull'intelletto umano, sulle paure e le aspirazioni della nostra specie, e sulla ricerca d'ordine e di bellezza che guida ogni nostra scoperta. La Storia delle stelle, nelle cui pagine troviamo il primo accenno di Smith alla mano invisibile, rivela un lato poetico e speculativo che pochi conoscono del futuro fondatore della economia politica classica. Sono pagine, queste, in cui già si avverte il respiro lungo dell'illuminismo, la tensione metafisica di chi scruta il cielo non per misurarlo, ma per abitarlo col pensiero. Sono pagine, queste, capaci ancora di restituire a lettrici e lettori contemporanei il bagliore delle stelle che quasi tre secoli fa le hanno ispirate.