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Libri di Titolo S editi da Nerosubianco pubblicati nella collana Il Porto

Scacco ad Eichmann. Un italiano salva migliaia di ebrei dalla ferocia nazista libro
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LIBRO   9791281973077

Scacco ad Eichmann. Un italiano salva migliaia di ebrei dalla ferocia nazista Unia Gerardo   -  Nerosubianco, 2025  -  Il Porto

Durante il Secondo Conflitto Mondiale l'Italia e la Germania occuparono la Francia sconfitta. La politica nei confronti degli ebrei fu molto differente: la Germania applicò le dottrine antisemite in modo estremamente crudele, mentre l'Italia fu umana e li protesse dalla ferocia tedesca. All'inizio del 1943, Mussolini inviò a Nizza un ispettore di polizia, il dottor Guido Lospinoso, per far cessare la protezione italiana agli ebrei, come richiesto dall'alleato tedesco. Lospinoso, invece, proseguì l'azione a tutela degli ebrei prendendo letteralmente in giro i nazisti fino all'8 settembre 1943, quando si seppe dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati. Questo libro si propone come la biografia di un uomo che seppe opporsi alla follia nazista salvando migliaia di ebrei dallo sterminio. Basato sull'analisi di documenti quasi del tutto inediti e sulle testimonianze dei figli di Lospinoso, vuole rendere omaggio al nostro Paese che, in un momento tragico della sua storia, riuscì a mostrare i tratti di un'umanità non perduta. La nuova edizione comprende una breve storia dell'aiuto che la popolazione della valle Gesso diede agli ebrei fuggiti dalla Francia dopo l'8 settembre 1943.

€ 20.00 € 19.00
Storia di un partigiano. Nick Santoro: la Sicilia, il lager, le Langhe libro
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LIBRO   9791281973237

Storia di un partigiano. Nick Santoro: la Sicilia, il lager, le Langhe Salzotti Tommaso   -  Nerosubianco, 2026  -  Il Porto

La vicenda di Gaspare Santoro, detto Nick, partigiano italiano nato ad Alcamo nel 1920 e ucciso a Benevagienna nel 1945, si inserisce nel contesto drammatico della guerra civile e della Resistenza (1943-45). Dopo l'8 settembre 1943, l'esperienza del lager di Biala Podlaska e il progressivo rifiuto dell'ideologia fascista lo spinsero a una scelta di riscatto politico e morale. Arruolatosi nelle formazioni di Giustizia e Libertà nel Cuneese, partecipò ad azioni armate, alla repressione del banditismo e al tentativo di legittimare il partigianato sul territorio, anche come dirigente della polizia divisionale della III Divisione "Langhe". La sua biografia affonda però le radici negli anni precedenti: la formazione universitaria, la scuola allievi ufficiali, l'iniziale adesione al fascismo, le esperienze militari in Istria e in Grecia. Il 27 marzo 1945 fu assassinato in un agguato a Benevagienna. Con la sua morte si spense una figura segnata da rigore morale, forza ideale e generosità, ma il suo ricordo rimase vivo tra i compagni della Resistenza.

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