S Libri
Libri di Titolo S editi da Onirica pubblicati nella collana Sogni
Segreta Cattani Rusich Daniela - Onirica, 2010 - Sogni
"Un libro in continua evoluzione, multiforme e poliedrico, una dichiarazione di poetica che tratteggia un intento riformulativo del linguaggio secondo schemi mai fissi o dati e che, come tale, rivela altro: ovvero un progetto di estensione del poetabile a ogni aspetto della realtà. In tal senso la voce della Rusich si allinea a un movimento di scrittura contemporaneo che contempla altri nomi nuovi di spessore, con i quali l'autrice condivide il gusto per la rottura-ricostruzione del tessuto poetico in forme liriche diverse e lo scavo delle potenzialità espressive insite nella sensazione del dolore-mancanza; infine rinascita o marchio impresso a fuoco. Ciò che la differenzia e la rende voce originale, a me pare sia soprattutto la varietas, da intendersi nel contesto come analisi a tutto tondo dell'emotivo e, contemporaneamente, come forza di sintesi quasi epigrafica, attraverso cui molti testi chiudono in modo netto ma tremendamente dolce la situazione poetica. La sua è una poesia-sfida per il lettore che vuole ferirsi e rinascere, oltre le banalizzazioni del presente e, nel contempo, dono e splendida minaccia, labirinto in cui perdersi alla ricerca di una via d'uscita."
Stanze del Nord Galetto Federica - Onirica, 2012 - Sogni
Le stanze posseggono la luce soffusa dei timori e al contempo sono culla, sono accoglienza per ogni dopo. Nelle stanze del nord si offuscano i toni; voluttà del non colore dove il tema del dolore sembra concedersi spazio e vita da esaudire. Eppure in questo vivere appartato tutto è contenuto in una dimensione di comunanza. L'io poetico si nutre di questo pascolo domestico con venerazione, ama le infinite minuzie e le vastità ariose che da lì si prospettano, è un ascolto continuo, inesauribile che attraversa i giorni e le notti, inscindibile dal respiro.
Sul primo rosa Valendino Carmine - Onirica, 2010 - Sogni
La silloge si compone di due capitoli: il primo, duro, senza possibilità di scampo, in cui il fato, la negazione metaforica del colore, trasfigurata nel nero, governano una materia poetica densa, magmatica. Il secondo, all'opposto, disteso sia nell'elegia sia nella forza rigeneratrice di Eros, regolato dalla variazione di toni e colori, tra i quali spicca la presenza decisa della tinta rosso-rosa, volutamente chiari come un'alba ingabbiata nella fulgida promessa di stupore. E la complessità dell'uomo, in sostanza, la sua scissione nel sentire il mondo, che interessa: la pulsione distruttiva del lutto, il titanismo con cui giustificare ciò che accade, e da cui lasciarsi trascinare nella purificazione poetica, innanzitutto; il superamento estetico di tale dimensione nella sua componente dionisiaca, immanente, derivata dalla percezione di una rinascita dell'"Io nelle cose. (Estratto della prefazione di Ivan Fedeli)