S Libri
Libri di Titolo S editi da Quiedit pubblicati nella collana Questo E Quel Mondo
Semplici svolte del destino Levrini Ivan - Quiedit, 2011 - Questo È Quel Mondo
"Ivan Levrini (Reggio Emilia, 1958) vive a Reggio Emilia dove si trova a suo agio per via del clima umido e nebbioso d'inverno, bollente e più umido ancora d'estate, e a cui tradizionalmente si pone rimedio coi tortelli verdi d'inverno e col vino spumeggiante lambrusco d'estate, che però è un rimedio anche al clima invernale, un rimedio universale, si legge nel De bello gallico, nel punto in cui Giulio Cesare transitando per Reggio Emilia mangiò un piatto di tortelli verdi e bevve lambrusco, e non essendosi però ancora abbastanza acclimatato mangiò un secondo piatto di tortelli di zucca e bevve una seconda bottiglia, la quale trasformò il clima, a quanto poi scrisse, da umido e freddo a soleggiato ed asciutto. A questo punto ci si può mettere a leggere la Metafisica di Aristotele o il Simposio di Platone, come fa a volte Ivan Levrini al pomeriggio, perché a Reggio Emilia il clima e il cibo sono un buon propellente agli studi; e allora anche Hegel improvvisamente verso le cinque del pomeriggio diventa chiaro, diventa chiara anche la fase della coscienza infelice, quando la separazione fra uomo e Dio raggiunge il culmine e l'uomo cade al punto più basso." (Ermanno Cavazzoni)
Saggi inventati De Vivo Enrico - Quiedit, 2013 - Questo È Quel Mondo
Questa raccolta di saggi si stacca da tutte le raccolte di saggi in circolazione, per una dedizione rara, che sfugge del tutto al pensiero universitoide: "se il pedante universitoide mira sempre al sapere=potere, questo libro è all'altro capo di tutto ciò: il volo del pensiero=gioco, che si industria con i concetti, con gli pseudoconcetti, con le trovate del cuore e quelle dell'immaginario, oppure con le nuvole" (Gianni Celati). È un pensiero che si aziona all'istante, non appena è toccato da immagini che lo elettrizzano: paesaggi, situazioni, figure e personaggi di libri o di film, allegorie, metafore. De Vivo scrive di letteratura, dei suoi temi e dei suoi fantastici maestri ("Saggi inventati", appunto), come i santi che tengono in mano un cuore palpitante; scrive con il cuore in mano, anzi con il kindé in mano, come direbbero i Dogon.