S Libri
Libri di Titolo S editi da Scatole Parlanti pubblicati nella collana Echi
Sono vivo Busdraghi Williams - Scatole Parlanti, 2017 - Echi
Busdraghi affonda a piene mani, ma allo stesso tempo in punta di fioretto, in uno specchio d'acqua di trepidazioni. Le onde che si propagano assumono sfumature di vario genere, spaziando dall'invocazione della bellezza dell'amore al passaggio nella terra di mezzo della subroutine che ci accompagna nel quotidiano. Due facce della stessa medaglia, due macrosistemi guidati l'uno dalle leggi della natura immutabile e l'altro dai turbamenti della natura umana, in un dare-ricevere irrisolvibile quanto emozionante. I versi si susseguono con un ritmo che invita a leggere l'opera tutta d'un fiato, per cogliere i contorni di una storia in divenire, mediante rapidi salti cognitivi che con disinvoltura e briglie sciolte costeggiano un orizzonte non irraggiungibile.
Se là saranno i tuoi occhi Antonacci Adamo - Scatole Parlanti, 2018 - Echi
Adamo Antonacci usa il verso strofico senza compiacimento e autoreferenzialità, non è un rispecchiamento compiaciuto il suo, ma è il desiderio di un cammino verso "l'eternità che fluisce dentro"; lo struggimento poetico non si spegne nella sua ispirazione compiuta in versi, ma s'illumina come gesto utopico, e quel "sovrumano sforzo di ricomporre" è la sua stessa coscienza di esistere. La nostalgia per qualcuno che non c'è più, nonostante la gravità dell'animo, la difficoltà del cuore di accettare l'ineluttabile, scivola in tenere effigi di vita quotidiana fino a sfiorare un sentimento eterno in cui il divino ha la stessa luce del "chiarore di una danza".
Soffi di nuvole Procino Grazia - Scatole Parlanti, 2017 - Echi
Grazia Procino scende nella coscienza, analizza i propri atteggiamenti, vede il mondo e le persone cambiare e fluttuare sulla scia delle soggettività, si sofferma sui sentimenti di un amore mancante o presente nella sua inverosimile assenza che fa della conseguente sofferenza un aggancio all'epidermide del sentire. Non si può annegare in nessun tipo di anestesia, tutto è degno di essere vissuto in una visione pacata, perentoria e lapidaria della parola, stillata in sintagmi e sentenze di notevole efficacia stilistica. Bisogna essere chiari e persino duri, se attraverso l'obiettività dei versi si vuole giungere a una semplice verità che trova nella compassione il più alto grado di conoscenza e di libertà.