Storia Libri
Libri di Titolo Storia editi da Luni Editrice pubblicati nella collana Sol Levante
Storia del Mogol. Usi e costumi dell'India Manucci Nicolò - Luni Editrice, 2018 - Sol Levante
Nicolò Manucci (Venezia, circa 1638, presumibilmente morto a Chennai nel 1717), è stato uno dei più grandi viaggiatori italiani. Giovanissimo iniziò le sue peregrinazioni (intorno ai quattordici anni) e a diciassette arrivò a Delhi. Le sue frequentazioni del territorio indiano sono diventate leggendarie: entrò in contatto con i più importanti uomini di quel paese e scrisse questa straordinaria "Storia del Gran Mogol". Egli si trovò in India in una situazione particolarmente favorevole per conoscere e narrare la storia politica e sociale, le usanze caratteristiche e le misteriose pratiche religiose di quel popolo, in uno dei periodi più tormentati e sanguinosi che segnarono la fine del regno di Shah Jahan e portarono sul trono il sesto sultano mongolo, il feroce Aurangzeb, detto "il conquistatore del mondo". Nella sua "storia" Manucci racconta del suo lungo viaggio per arrivare in India (ora, si pensi a cosa deve essere stato per un giovanissimo ragazzo di Venezia, città seppur marinara e con secolari tradizioni di viaggi in Oriente, in una età così giovane, entrare in contatto con un mondo durissimo come quello del viaggio e in seguito con una civiltà totalmente diversa e lontana dalla sua), con episodi di incredibile vividezza. La seconda parte comprende l'esposizione degli avvenimenti che si verificarono sotto il regno di Aurangzeb dal 1658 al 1670; in essa sono intercalate abbondantissime notizie e descrizioni relative ai viaggi del nostro veneziano e alle numerose avventure occorsegli nello stesso periodo di tempo. La terza parte tratta della corte del Mogol, rivelandoci la vita intima della corte stessa, gli usi dell'harem, le abitudini delle regine e delle concubine con anche la descrizione di animali per quei tempi addirittura fantastici per un occidentale. Nella quarta parte la narrazione degli avvenimenti del "Mogol" continua, ma ci sono frequenti disquisizioni sulle missioni dei gesuiti. Infine l'ultima parte protrae la narrazione fino al 1707 con continui rimandi al passato. La storia del Mogol è un meraviglioso documento storico, uno spaccato incredibile della vita sia del Manucci sia della corte che frequentò. Dell'intera opera sono state scelte le parti di maggiore interesse, in modo da presentare un quadro quanto più possibile ampio, espressivo e omogeneo dell'India del 1600 e degli avvenimenti che l'autore ha potuto raccogliere o ai quali ha partecipato.
Storia della guerra di Hogen. Hogen monogatari - Luni Editrice, 2020 - Sol Levante
La Storia della guerra di Hôgen o Hôgen monogatari, narra gli antefatti di un altro grande romanzo epico giapponese, Le storie di Heiji (Luni, 2019) ed entrambi rappresentano i massimi esempi di gunki monogatari, cioè "racconti di guerra". Il tema che li accomuna è il conflitto di potere tra le due grandi famiglie degli Heike (in giapponese Taira) e i Genji (in giapponese Minamoto) per il controllo dei posti chiave del governo imperiale, che sfociò nel 1156 in una guerra breve ma spietata e fratricida. Fratelli sono l'imperatore in ritiro Toba, che muore prematuramente e i suoi successori Sutoku e Go Shirakawa, che combattono ferocemente tra loro per salire al trono. Go Shirakawa è sostenuto dagli Heike, ovvero Fujiwara no Tadamichi, figlio maggiore del reggente Fujiwara no Tadazane. Venuto a conoscenza di un complotto fomentato da Sutoku, Go Shirakawa fa assalire nottetempo il suo palazzo scatenando il conflitto mortale. Nello schieramento opposto, all'interno del clan guerriero dei Genji-Minamoto, si trovano in lotta fra loro anche i figli di Minamoto no Tameyoshi: Tameyoshi stesso, con i suoi figli minori, primo fra tutti l'invincibile arciere Tametomo, sono alleati di Sutoku, insieme a Taira no Tadamasa. I figli maggiori di Tameyoshi, con a capo Yoshitomo, sono schierati dalla parte di Go Shirakawa, così come Taira no Kiyomori, a sua volta nipote di Tadamasa. Da questi complicati intrecci di alleanze, contro-alleanze e rivalità fra padri, figli, parenti, signori feudali e vassalli si sviluppano in brevissimo tempo, dal 28 luglio al 16 agosto 1156, una serie di vicende sanguinose: battaglie, tradimenti, esecuzioni, condanne all'esilio, suicidi, maledizioni, in un crescendo drammatico reso più tragico dai legami familiari che uniscono fra loro vittime e carnefici. Fratelli maggiori che fanno uccidere i fratelli più piccoli ancora bambini, madri che si tolgono la vita per la disperazione, ex imperatori esiliati in isole remote che impazziscono e muoiono in solitudine... una trama complessa, drammatica e avventurosa, che Shakespeare forse avrebbe trovato congeniale. In poco più di due settimane il destino di tutti i protagonisti precipita in modo inesorabile. Gli eventi si susseguono a ritmo serrato e i dialoghi rivelano in poche frasi taglienti tutta la psicologia dei personaggi: è un romanzo epico di epoca medievale, ma si legge come la sceneggiatura di un film, o, perché no, di un tragico e sontuoso anime.