Amare Libri
Libri di Titolo Amare editi da Cairo
Amare una dea. Ferrario, Pagnoncelli, Remuzzi, Riva, Serina, Tiraboschi. Così L'Atalanta ci fa perdere la testa: sei tifosi eccellenti raccontano Finazzi F. (Cur.) - Cairo, 2024 - Arena
Amore vero, a prima vista, fin dall'infanzia. E non è da tutti amare una Dea. Che Dea non è, vi diranno i puristi, perché secondo la mitologia greca Atalanta era una ninfa. Sia come sia, il salto ontologico si è imposto sul campo, con la divina ascesa che l'ha portata fino a Dublino, in vetta all'Europa League. Trascinando con sé un intero popolo, perché tra le squadre italiane l'Atalanta, in perfetta simbiosi con il suo territorio, è forse la più identitaria. Magnifico paradosso, piedi in provincia e testa (alta) in Europa, che nessun sociologo o antropologo saprà spiegarvi. Ma sei super tifosi bergamaschi, disposti a vuotare il sacco senza freni inibitori, sì: Davide Ferrario, raffinato regista; Nando Pagnoncelli, autorevole sondaggista; Giuseppe Remuzzi, scienziato di fama; Gigi Riva, inviato di guerra e scrittore di successo; Donatella Tiraboschi, brillante cronista di costume e Pietro Serina, opinionista e storico dell'Atalanta. Un intreccio avvincente di trame autobiografiche e slanci letterari, ricco di aneddoti e retroscena inconfessabili. È la fascinazione religiosa e irrazionale del tifo, l'unica prospettiva da cui si può davvero capire il fenomeno Atalanta. Un affresco ricondotto a unità da una parola magica, Appartenenza, a cui il club dovrebbe ispirare il suo museo. E in effetti ogni atalantino finirà per identificarsi in questa narrazione a più voci che attraversa tutte le generazioni del prima e del dopo Gasperini, il vate-spartiacque di una storia gloriosa iniziata il 17 ottobre 1907. Ma intrigherà anche chi, tifoso tiepido o indifferente, ha la curiosità di capire chi diavolo è questa Dea impertinente, venuta dalla provincia, che fa perdere la testa a cotanta schiera di affermati professionisti e ha portato lo scompiglio in Europa.
Amareno Fabbri Zap & Ida - Cairo, 2016 - Scrittori Italiani
L'Era del Cinese, anno di grazia 2005. Lui è il commissario capo della questura di Bologna. Ha un nome buffo di cui pare vergognarsi un po' (forse con qualche ragione), una fidanzata ex (ma non troppo) prostituta, un rapporto irrituale con i potenti e una somma considerazione per la buona tavola e i piaceri della vita. La sua incontenibile carica umana lo rende amato da tutti in città. O quasi. Sebbene porti il nome (e cognome) degli squisiti frutti lucidi e scuri nel noto vaso bianco e blu, Amareno Fabbri non è particolarmente dolce né tanto meno tenero con chi non rispetta le leggi dello Stato, o in particolare i suoi codici morali di commissario sui generis. Questa volta la sua squadra è impegnata nella ricerca dell'anonimo mittente di tre lettere minatorie indirizzate a lui e alla sua compagna Marisa. Il commissario è convinto che c'entrino i poteri forti della città, quelli a cui lui, appena possibile, schiaccia i piedi. Quindi con il prezioso aiuto di un vecchio amico, ora importante dirigente dei Servizi segreti, parte una grande indagine a tappeto all'ombra delle Due Torri. Non mancano i colpi di scena, le battute, le abbuffate, le meditazioni urbane e, soprattutto, un impensabile finale. Sì, perché l'estensore delle misteriose lettere è...