Apologia Di Socrate Libri
Libri di Titolo Apologia Di Socrate editi da Bompiani
Apologia di Socrate. Testo greco a fronte Platone Reale G. (Cur.) - Bompiani, 2000 - Testi A Fronte
Due sono le opere di Platone più lette: il ''Fedone'' e l'''Apologia di Socrate''. In entrambe l'eroe protagonista di eccezionale statura è Socrate. L'evento cui si riferisce l'''Apologia'' - uno dei dialoghi della giovinezza - è la difesa che Socrate pronuncia dinanzi ai giudici, durante il processo nel 399 a.C., sotto l'accusa di Mileto. Il filosofo Socrate, a seguito di una congiura politica, è accusato di corrompere i giovani e di empietà. Per questo è condannato a morte. Ma agli accusatori Socrate rivolge un ultimo e definitivo messaggio: se credete, col condannare a morte uomini, di impedire a qualcuno di rimproverarvi perché non vivete in modo retto, voi non pensate bene; a un uomo buono, infatti, non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Il Bene è la vera dimensione dell'Assoluto. Quest'edizione - curata da Giovanni Reale, uno dei maggiori esperti di Platone a livello italiano e internazionale - si distingue per la terminologia moderna adottata e per l'originale scansione delle parti del dialogo. Le ''note al testo'' rispondono all'esigenza di chiarire i passi più difficili. Le ''parole chiave'' rappresentano un valido aiuto per entrare nel nucleo filosofico del dialogo. La ''bibliografia'' raccoglie gli studi più importanti sull'''Apologia'' degli ultimi cinquant'anni. Inoltre il lettore ha a disposizione una ''iconografia socratica''. Il testo greco a fronte riproduce esattamente l'edizione critica oggi di riferimento (J. Burnet, ''Platonis Opera'', ''Scriptorum Classicorum Bibliotheca Oxoniensis''), conservandone la struttura di riga e la numerazione.
Apologia di Socrate. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue Platone Reale G. (Cur.) - Bompiani, 2026 - Classici
Pietra di volta del pensiero classico, testimonianza storica e compendio di idee che ha condizionato tutta la filosofia occidentale, l'Apologia di Socrate venne scritta da Platone in gioventù e da secoli viene tradotta, interpretata e studiata. Si tratta del discorso che Socrate tenne per difendersi nel 399 a.C. dalle accuse di empietà e corruzione dei giovani ateniesi. Davanti a cinquecento giudici, Socrate deve scagionarsi persuadendoli della propria innocenza, e se non riuscirà a convincerne almeno la metà verrà condannato a morte. Gli uomini che lo hanno incriminato sono mossi da politici che lo considerano un pericolo per l'ordine costituito e soprattutto per il loro potere. Nell'Apologia è contenuta la sua sapienza, già confermata dall'oracolo, il centro del suo pensare: il sapere di non sapere, che lo distingue da politici, poeti e artigiani, i quali si vantano di ciò che sanno e con la loro tracotanza non fanno altro che creare danni alla società. Qui emerge il suo daimonion, la sua voce intima, il riflesso del divino che lo guida e costituisce la sua coscienza morale. Solo il dio infatti conosce, solo il dio è bene e giustizia, il resto è umanità. Nonostante le sue parole siano razionali e fiere, il filosofo è pronto ad affrontare la condanna e ad accogliere l'errore di coloro che sono chiamati a giudicarlo.