Argo Libri
Libri di Titolo Argo editi da Einaudi
Argomenti per lo sterminio. L'antisemitismo e i suoi stereotipi nella cultura europea (1850-1920) Germinario Francesco - Einaudi, 2011 - Einaudi. Storia
Fra la prima metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento in Europa si afferma una cultura che procede sicura nella razzizzazione della figura dell'ebreo. È il caso di dire che la cultura "alta" - espressa da scrittori, scienziati sociali, medici e famosi pubblicisti - legittima gli atteggiamenti dell'antisemitismo militante, impegnati nelle agitazioni di piazza. Ecco perché, vista dall'angolazione delle rampe di selezione di Auschwitz-Birkenau, la cultura europea non può rivendicare patenti di immunità o di innocenza. La cultura politica antisemita ha agito semmai da amplificatore di giudizi e atteggiamenti antiebraici, che settori consistenti di intellettuali europei avevano elaborato al chiuso dei loro studi. Sul piano storiografico bisogna allora chiedersi se il nazismo non potesse presentarsi quale erede di determinati filoni e atteggiamenti culturali e "scientifici", ampiamente diffusi nella cultura europea dei decenni precedenti.
Argomenti del nostro tempo. Cultura e arte nel XX secolo Gombrich Ernst H. - Einaudi, 1994 - Saggi
I saggi che compongono il libro si possono raggruppare in tre grandi sezioni. La prima verte su temi di storia e teoria delle idee, sulla crisi delle discipline umanistiche, su problemi di storia dell'arte. "Osservando gli artisti all'opera: determinazione iniziale e improvvisa nella storia del disegno" è il secondo nucleo che spazia da Leonardo, Michelangelo e Raffaello agli artisti del XIX e XX secolo. Chiude il libro una serie di profili critici dedicati a Kokoscka e il suo tempo.
Argomenti strettamente famigliari. Lettere dal carcere (1935-1940) Mila Massimo Soddu P. (Cur.) - Einaudi, 1999 - Gli Struzzi
La personale esperienza carceraria di Massimo Mila è consegnata in queste lettere alla madre, nel riuscito tentativo di creare un ponte tra il dentro e il fuori: una sorta di zattera su cui si carica tutto il fardello accumulato nelle lunghe ore di inazione. Più di altri compagni di carcere (Foa, Bauer, Rossi, Giua), l'universo che le lettere di Mila dischiudono è privato, personale, poco incline a occuparsi delle cose del mondo: specchio del carattere di un uomo che "è abituato a vivere molto di più di ciò che ha dentro di sé, che di quanto è al di fuori", e che quindi "non è così sensibile ai mutamenti esteriori della vita come lo è chi è abituato a stimare sopra tutto i beni esterni".