Bal Libri
Libri di Titolo Bal editi da Castelvecchi
Ballata per i dispersi Ciccarelli Gianluca - Castelvecchi, 2018 - Narrativa
«Ballata per i dispersi» nasce dal bisogno, furioso forse, di una fondazione, di "un'ora prima" da cui tutto ricominciare. Nasce dalle scelte, perlopiù non scelte, che ci illudiamo di aver fatto, quando invece siamo stati troppo docili verso le nostre stesse paure, senza opporre quasi mai una volontà, una capacità di capire, di sapere, come un resistere al di là di tutto, malgrado tutto. Lino, il protagonista, a un certo punto della sua vita individua l'origine di un malessere. Contro un sentirsi mal posto verso la sua vita, cerca il punto in cui tutto cominciò e da cui forse può prendere vita un nuovo inizio. Un'illusione, perché nel computo delle ore canoniche della Chiesa cattolica "l'ora prima" non coincide con l'inizio del giorno, anzi, non esiste proprio. Il giorno è già da sempre iniziato... Come spesso capita, la vita offre la sua salvezza, il suo dono di senso, nei suoi punti più ostici, quelli più ostili, ignorati volutamente, o anche solo per distrazione. E qui è la memoria di generazioni passate forse troppo velocemente, di qualcosa, di una parola sulla bocca di tanti, ma che non si radica più in nessuna terra, a portare la salvazione. La terra del ricordo è la Sicilia, detta "lontana", perché più lontana forse dell'Australia, e più vicina della stessa vena giugulare. È questo il punto che Lino troverà con maggior fatica. Ed è contro questa fatica che il mondo dona la sua seduzione.
Balzac. Il romanzo della sua vita Zweig Stefan - Castelvecchi, 2013 - Ritratti
La biografìa di Honoré de Balzac, da molti considerata come l'opera più importante di Stefan Zweig (che non giunse a vederne la pubblicazione, avvenuta solo nel 1946), è una raccolta impressionante di aneddoti, inciampi, curiosità e bizzarrie che hanno segnato la vita del padre del realismo francese; un racconto commovente, tragico e talvolta comico, cui lo scrittore e biografo austriaco dedicò gli ultimi dieci anni della sua vita, prima del suicidio. Balzac, in effetti, ebbe una vita da romanzo, tempestata di avversità, avventure e colpi di teatro degni di quella "Commedia umana" che secondo lui doveva "fare concorrenza allo stato civile". Le sue prime opere caddero nel vuoto, la critica si astenne anche solo dal prenderle in considerazione, e allora il giovane Honoré cambiò perfino strada, cimentandosi come editore, stampatore, ma incorrendo sempre e inesorabilmente nel fallimento, e in un accumulo di debiti che proverà a estinguere fino al resto dei suoi giorni, nonostante una produzione che arriverà, nel suo picco, ai famosi novanta romanzi in diciassette anni. Prima di raggiungere la celebrità, Balzac, pur continuando a scrivere, si dedicò a imprese a dir poco folli, come quando andò in Sardegna sognando di arricchirsi con lo sfruttamento delle miniere d'argento abbandonate. Zweig non si limita però a raccogliere le tante picaresche storie di vita del grande francese, ma intesse una trama che riesce a ricreare e a spiegare l'indissolubile intreccio tra finzione e vita.
Ballerina in rosso Ferrari Luigi - Castelvecchi, 2026 - Le Vele
Nel 1931, Alexander Zemlinsky, celebre compositore e direttore d'orchestra, torna in visita nella sua Vienna dopo anni di lontananza, trascorsi tra Praga e Berlino. L'occasione è una mostra alla Neue Galerie dedicata a Richard Gerstl, giovane pittore geniale e tormentato, scomparso prematuramente nel 1908, amico intimo e maestro di pittura di Arnold Schönberg, allora cognato di Zemlinsky. Ma il viaggio ha motivazioni più oscure e personali. Alexander è ossessionato dal ricordo della "Ballerina in rosso", un dipinto che considera il catalizzatore di una catastrofe emotiva e professionale che ha sconvolto vite e destini. L'opera, forse ancora carica di un potere inquietante, sembra aver agito come uno specchio deformante su aspirazioni e nevrosi dei suoi osservatori, innescando eventi che la Vienna di inizio secolo ha sepolto nel silenzio. In un pellegrinaggio tra realtà e memoria attraverso caffè, teatri, sale da concerto e luoghi ormai dismessi di una capitale decadente, Alexander ricostruisce lo «scandalo sopito»: la tragica fine di Gerstl e il suo legame con Mathilde Schönberg. In un crescendo di rivelazioni, emerge l'occultamento collettivo di un lascito artistico di grande rilievo nella cultura europea del Novecento.