C Libri

Libri di Titolo C editi da Giometti Antonello

Case perdute (1976-1985). Nuova ediz. libro
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LIBRO   9788898820559

Case perdute (1976-1985). Nuova ediz. De Signoribus Eugenio   -  Giometti & Antonello, 2022  -  Letteratura

"Da decenni, in sostanza da un secolo, la poesia italiana non trovava un autore così deciso a rifondarne la lingua, a esplorare le potenzialità nascoste di quella comune, a farsi un vocabolario suo come necessità espressiva e non come gioco e smontaggio ironico di quello altrui o della piazza". (Vittorio Coletti, Storia dell'italiano letterario, Einaudi, 2022)

€ 24.00 € 22.80
Come colui che teme e chiama libro
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LIBRO   9788898820597

Come colui che teme e chiama Cagnone Nanni   -  Giometti & Antonello, 2023  -  Letteratura

Protagonista di questo libro è la lingua, il suo viaggio all'interno del destino delle cose e degli uomini, il secolo andato e che viene, i drammi e la memoria come forma perduta o riconquistabile. Una neutra sequenza numerica, spoglia di titoli, ne scandisce l'andatura. Il rumore di questi ultimi anni si incamera in forme stranianti, che dalla metastoria, come Cagnone dice sia l'intima natura della poesia, sanno dire la storia come complessiva trama, che sanno dirci il mondo, non i fatti presi nel loro silente darsi. Tutto questo non si traduce in una attitudine di rifiuto del presente. Tik Tok, Disneyland possono convivere naturalmente con la meraviglia di un frassino o un ricordo di viaggio, con parole domestiche o invettive sulla perdita di senso, su squarci di tempi più antichi, tra Pindaro e Hölderlin, senza alcuna ridicola ipoteca postmoderna o presunzione enciclopedica. Senza mai perdere cura, senza mai snaturare i propri termini e temi fondanti. La parola di Cagnone elude le maniere e gli stili, rifiuta la saggezza accondiscendente di chi si finge maestro di conventicola, abolendo un mito cardine della società letteraria: l'idea stessa che la letteratura vada raggiunta come una tecnica specifica, come fosse un esercizio atletico della mente, o una professione attestata. Questo poeta reclama solo il diritto di erranza, la gioia di un'oscurità non programmatica, non sviscerabile con sicumera per confondere ancor più il senso delle parole. La poesia allora come azione nelle parole e sulle parole, sondando l'ignoto: «prodiga oscurità, / ignoto a ignoto /restituisci»

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788898820795

Carteggio di gioventù 1943-1950 Bufalino Gesualdo  Romanò Angelo  Zago N. (Cur.)   -  Giometti & Antonello, 2026  -  Letteratura

Due coetanei, il brianzolo Angelo Romanò e il siciliano Gesualdo Bufalino, si conoscono durante i pochi mesi del corso allievi ufficiali, a Fano. Dopo l'8 settembre del 1943, ancora sotto le armi, sbandati (Romanò, più fortunato, nascosto a casa dei genitori, Bufalino alle prese coi rischi della clandestinità tra Friuli ed Emilia Romagna, finché la tisi non lo costringe a ricoverarsi all'ospedale di Scandiano, da dove si traferirà poi in un sanatorio vicino Palermo), avviano un carteggio di rara intensità sia umana che letteraria. Parlano delle loro vite ancora irrisolte, delle loro personali inquietudini, della malattia, dando all'epistolario un sapore di diario intimo con forti venature religiose (seppure problematiche, soprattutto nel caso di Bufalino). E parlano dei tanti libri letti e da leggere (o da scrivere: Romanò è già un promettente critico letterario), mostrando una formidabile capacità di annettersi progressivamente un vastissimo territorio di cultura, italiano e straniero, che nel caso di Bufalino riguarda anche la musica, la pittura, il gioco degli scacchi. Romanò, da critico di razza qual è, destinato a un'importante carriera, si rende subito conto che Bufalino possiede insolite, autentiche qualità di scrittore (le sue lettere sono spesso dei veri e propri «poemetti in prosa») e lo fa esordire nei giornali a cui collabora, esortandolo a continuare... Il disincanto esistenziale di Bufalino è però così profondo da spingerlo, anche dopo la guarigione, a rinunziare, almeno in pubblico, a ogni ambizione letteraria, a rinchiudersi nel guscio protettivo della sua provincia iblea di «lune dolci» (ne riemergerà solo nel 1981, con un romanzo, "Diceria dell'untore", «previsto» in qualche misura da Romanò, che è uno dei capolavori del tardo Novecento). La scelta di Bufalino fu forse una delle cause - accanto al divaricarsi della sensibilità dei due interlocutori - della fine, intorno al 1950, di un sodalizio che era stato esclusivamente epistolare. Già uscito nel 1994 in una elegante edizione non venale, peraltro esaurita da tempo, questo importante e suggestivo "Carteggio di gioventù (1943-1950)" viene riproposto, adesso, dalla Giometti&Antonello per una più ampia fruizione.

€ 24.00
in pubblicazione
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