Caff Libri
Libri di Titolo Caff editi da Neri Pozza
Caffè e sigarette Schirach Ferdinand Von - Neri Pozza, 2021 - Bloom
"Caffè e sigarette" è un'opera di autofiction della narrativa tedesca contemporanea. Una definizione che coglie in parte una indiscussa verità, quella per la quale Schirach parla, in questo libro, di sè e della propria vita con gli strumenti propri della fiction, ma che non traduce pienamente l'ambizione letteraria che alimenta queste pagine. Schirach rifugge dalla presunzione dell'autorappresentazione, ben conscio dell'inafferrabilità del Sè, persino della sua inattendibilità, se separato dalle circostanze, dagli eventi, dalle situazioni e dalle vite altrui che lo determinano come tale. Tratta dunque della propria esistenza laconicamente, per via indiretta e per interposta persona, come si suole dire. Ripercorre rapidamente gli odori e i colori della propria infanzia, la tragedia della morte del padre, vissuta a quindici anni, la presenza sempre incombente, come un macigno ineliminabile, del fantasma del nonno Baldur, i fumatori incalliti che sullo schermo e nella vita reale hanno acceso la sua immaginazione - da Jean-Paul Belmondo, che in À bout de souffle muore sul boulevard parigino con la sigaretta in bocca, a Helmut Schmidt, che si faceva ovunque beffe del divieto di fumo -, gli incontri rivelatori dell'insensata finitezza della vita, come quello con l'anziana e ricca signora che non riesce a perdonare il suo amante, colpevole, ai suoi occhi, di essere morto per una ridicola puntura di vespa durante un picnic. Scene, personaggi ed eventi suggestivi, attraverso i quali traspare il personaggio Ferdinand von Schirach e, soprattutto, si rivela la sua pacata malinconia, quella struggente consapevolezza della fragilità dell'esistenza umana e dei miti crudeli che tentano di rimuoverla e che traversano da cima a fondo la storia tedesca. «Amare sè stessi è chiedere troppo» suona un passo di queste pagine dedicato a Imre Kertész, scampato ad Auschwitz da adolescente, ed elegantissimo negli ultimi anni della sua vita. «Ma la forma deve essere preservata, è la nostra ultima fermata». Impossibile amarsi se si è visto l'orrore di cui sono capaci gli esseri umani. Resta, però, sempre lo stile, la forma in cui si rifugia la nobiltà della vita.
Caffè Babilonia Mehran Marsha - Neri Pozza, 2009 - Le Tavole D'oro
Marjan Aminpour è nata in Persia, una terra di antichi deserti dove il suolo arido si confonde con i resti sgretolati delle colonne di Persepoli, eppure ha un vero talento per le piante. Guidata dalle mani gentili di Babà Pirooz, il vecchio giardiniere barbuto che curava le terre della sua casa d'infanzia, ha imparato sin da bambina a coltivare la maggiorana e l'angelica dorata. Ora Marjan è a Ballinacroagh, il villaggio dell'Irlanda occidentale dove, dopo essere scappata dall'Iran khomeinista, si è stabilita assieme a Bahar e Layla, le sue sorelle più piccole. Col cardamomo e l'acqua di rose, il basmati, il dragoncello e la santoreggia, Marjan prepara le sue speziate ricette persiane al Caffè Babilonia, il locale che, assieme alle sorelle, ha ricavato dall'ex panetteria di Estelle Delmonico, la vedova di un fornaio italiano, e dove la gente di Ballinacroagh accorre ogni giorno numerosa, attratta dalle pareti vermiglie, dalle zuppe di melagrana e dal samovar del tè sempre pronto. Marjan potrebbe finalmente godere dei suoi meritati piccoli trionfi se un perfido scherzo del destino non si fosse preso la briga di turbarla profondamente: Layla, la spensierata Layla, la sorellina che si è conquistata subito la simpatia dell'intera Ballinacroagh, si è innamorata, ricambiata, di Malachy McGuire, uno dei figli di Thomas McGuire, il boss del villaggio che possiede un'infinità di pub e ambirebbe volentieri a mettere le mani sul Caffè Babilonia...