Dal Libri
Libri di Titolo Dal editi da Tullio Pironti
Dalla strada a... Dio Messia Antonio - Tullio Pironti, 2017 - Narrativa
Liberamente ispirato a una storia vera, "Dalla strada a... Dio" è il racconto di una vita di eccessi, fuori da ogni regola, avventure non consuete che si dipanano tra fughe e ritorni, viaggi estremi, dentro e fuori di sé, alla costante ricerca della verità. Una verità che, alla fine di un percorso labirintico, il protagonista trova in Dio, o meglio, al centro della Sua spiritualità.
Dal Mattino. Note per la letteratura 1989-2011 Manferlotti Stefano - Tullio Pironti, 2012 - Saggistica
Il volume raccoglie una meditata scelta degli articoli che l'autore, docente di Letteratura inglese presso l'Università di Napoli "Federico II" e rinomato studioso, ha scritto per il quotidiano "Il Mattino" dal 1989 - anno in cui ha iniziato la sua collaborazione al giornale - al 2011. Benché si tratti per la maggior parte di interventi su scrittori inglesi e americani, non mancano incursioni in altre letterature (J.M. Coetzee, Yasunari Kawabata, V.S. Naipaul, Orhan Pamuk, Susan Vreeland), in cui Manferlotti mette a frutto le sue competenze - anch'esse esito di un lungo magistero - di comparatista. Numerosissimi, in particolare, i riferimenti alla letteratura italiana e a quella europea considerate nel loro insieme. Lo stile, raffinato ma mai impervio, asseconda riflessioni acute e spesso inedite sulla scrittura creativa. In tal modo la raccolta può innalzarsi al di sopra dei confini che quasi sempre chiudono analoghe pubblicazioni, proponendosi anche come una sorta di prezioso "manuale del critico".
Dall'Aquila al Giglio. Battaglie e amori, intrighi e veleni Abbondante Felice - Tullio Pironti, 2016 - Narrativa
La Storia, per il tramite di un lontano mondo fortuitamente rivelato dalle polverose carte di una nobile siciliana, rivive nella potenza immaginativa di Felice Abbondante e nella sua scrittura, dal ritmo avvincente e appassionante. Tra stocchi e mazze ferrate, cavalli, vessilli e spade, arcieri, frombolieri, damaschi e stracci, gli eventi si rincorrono dai polverosi campi di battaglia del 1266, su cui il nobile Manfredi e i suoi Saraceni pagheranno con la vita la difesa del loro' Meridione multiculturale e multireligioso, ai chiaroscurali e infidi appartamenti reali della casata angioina, la nuova conquistatrice del Mezzogiorno. "Qualcuno che ha letto il mio scritto ha detto che è un romanzo al femminile; potrebbe essere vero", dice l'autore che, con capacità d'introspezione psicologica, ci racconta un tormentato periodo storico attraverso "la dolcezza dell'animo, l'amarezza dell'odio e la capacità di fingere e infine tramare". La sua voce narrante sa tanto strisciare mediocre tra le lingue ciarliere e pettegole di popolo e di corte quanto elevarsi sublime tra i voli delle accorate fantasie d'amore e sacrificio di Elena, moglie di Manfredi, così come delle audaci ma sfortunate azioni dell'orgogliosa Fatima.