Donne Libri
Libri di Titolo Donne editi da Di Girolamo
Donne, mafia e antimafia Puglisi Anna Palazzo F. (Cur.) - Di Girolamo, 2005 - Mafia, Antimafia E Dintorni
Se le donne dei morti ammazzati si decidessero a parlare così come faccio io, non per odio o per vendetta ma per sete di giustizia, la mafia in Sicilia non esisterebbe più da un pezzo . Così diceva nel 1964 Serafina Battaglia, convivente e madre di mafiosi, in un'intervista rilasciata al giornalista Mauro De Mauro. Secondo le idee correnti, confermate dalle dichiarazioni dei mafiosi collaboratori di giustizia, le donne non possono essere affiliate ufficialmente all'organizzazione mafiosa. In realtà la mafia è un'organizzazione rigida formalmente ma elastica di fatto, e le donne hanno avuto, e hanno sempre di più, un ruolo significativo non solo come trasmettitrici della cultura mafiosa ma anche nella gestione delle attività delle cosche. Dalle lotte contadine ad oggi le donne siciliane sono state protagoniste della ribellione contro la mafia. Gli esempi della madre di Salvatore Carnevale e di Peppino Impastato sono abbastanza noti, ma pochi ricordano le donne organizzate nei Fasci siciliani e non hanno avuto l'interesse che meritano le esperienze degli anni più recenti, in particolare quella dell'Associazione delle donne siciliane per la lotta contro la mafia. Gli scritti raccolti in questo volume tentano di ribaltare stereotipi ancora oggi molto diffusi e di dare un'immagine del ruolo delle donne, in negativo e in positivo, più aderente alla realtà.
Donne, mafia e antimafia Puglisi Anna - Di Girolamo, 2012 - Mafia, Antimafia E Dintorni
Se le donne dei morti ammazzati si decidessero a parlare così come faccio io, non per odio o per vendetta ma per sete di giustizia, la mafia in Sicilia non esisterebbe più da un pezzo . Così diceva nel 1964 Serafina Battaglia, convivente e madre di mafiosi, in un'intervista rilasciata al giornalista Mauro De Mauro. Secondo le idee correnti, confermate dalle dichiarazioni dei mafiosi collaboratori di giustizia, le donne non possono essere affiliate ufficialmente all'organizzazione mafiosa. In realtà la mafia è un'organizzazione rigida formalmente ma elastica di fatto, e le donne hanno avuto, e hanno sempre di più, un ruolo significativo non solo come trasmettitrici della cultura mafiosa ma anche nella gestione delle attività delle cosche. Dalle lotte contadine ad oggi le donne siciliane sono state protagoniste della ribellione contro la mafia. Gli esempi della madre di Salvatore Carnevale e di Peppino Impastato sono abbastanza noti, ma pochi ricordano le donne organizzate nei Fasci siciliani e non hanno avuto l'interesse che meritano le esperienze degli anni più recenti, in particolare quella dell'Associazione delle donne siciliane per la lotta contro la mafia. Gli scritti raccolti in questo volume tentano di ribaltare stereotipi ancora oggi molto diffusi e di dare un'immagine del ruolo delle donne, in negativo e in positivo, più aderente alla realtà.
Donne drude brigante. Mezzogiorno femminile rivoluzionario nel decennio post-unitario Restivo Maurizio - Di Girolamo, 2005 - Il Carro Del Sole
Nella storia del Sud, si nasconde una tragedia spesso dimenticata: le donne che si opposero, le compagne dei "briganti". La storiografia dell'epoca risorgimentale le etichettò spesso in modo sprezzante come "drude" o donne dissolute, interessandosi a loro principalmente per soddisfare la curiosità sensazionalistica dei lettori di romanzi popolari. Tuttavia, un approccio obiettivo a queste donne brigantesse oggi ci consente di riconoscere la loro sofferenza, che era condivisa da gran parte della popolazione meridionale. Alcune di loro si ribellarono armate, affiancando i loro uomini, altre le seguirono nella vita da latitanti, mentre altre ancora fornirono supporto in vari modi, garantendo loro le risorse essenziali per sopravvivere nelle zone impervie. Le brigantesse si rivelarono spesso più feroci degli uomini, abili nell'uso di coltelli e fucili. Avevano un coraggio inesauribile e agivano con passione. Erano eroine, talvolta crudeli, talvolta sottomesse, ma più spesso indipendenti e libere, anche nella gestione delle loro relazioni amorose. Erano fieramente orgogliose di lottare per sé stesse, per la propria terra e per l'indipendenza del Sud.